SUGGERIMENTI PRATICI PER AIUTARE IL BAMBINO A GESTIRE AL MEGLIO LA PAURA

Lavorate su voi stessi e sulla vostra gestione delle paure;

Verificate che l’ambiente che circonda il bambino non alimenti le sue paure, evitate che venga a contatto con:
– telegiornali, notiziari radio, film emozionalmente forti, cartoni animati e videogiochi violenti e paurosi, racconti e favole spaventose e non adeguate alla sua età;
– persone esageratamente apprensive o negative (che parlano solo di tragedie!)
– troppi cibi spazzatura a discapito di cibi sani (ricchi di sostanze che favoriscono il buon’umore) sostante a cui sono intolleranti o allergici;

Fategli fare regolarmente attività fisica e riducete al minimo le attività sedentarie;

Nei primi mesi di vita intervenite subito quando manifesta un disagio e piange; cercate di favorire il più possibile il contatto fisico prolungato con lui; Appoggiatevelo sul petto e cullatelo con il vostro respiro calmo e tranquillo.

Dai tre mesi cominciate ad inserire dei brevi momenti d’attesa prima di soddisfare un suo bisogno ma fate sentire la vostra presenza (ev. con la voce) rassicurandolo;

Abituatelo presto a stare con altre persone (che possa vedere con regolarità, come ad es. il papà, i nonni …) in modo da fargli sperimentare che si sta bene anche con figure diverse da quella materna; a partire dall’anno di età fate in modo che stia a contatto anche con altri bambini, meglio se coetanei;

Favorite la sua autonomia motoria in modo che con il sopraggiungere dell’ansia di separazione possa sperimentare che quando sparite vi può trovare (strisciando o gattonando) in un’altra stanza. Giocate con lui a nascondino! Lasciate che giochi ogni giorno un po’ da solo e che trovi delle strategie per stare anche da solo;

Dai 18 mesi non preoccupatevi se ha manifestazioni esagerate di fronte a cose che prima accettava (buio, insetti, animali, temporale, mostri, water …);

Dai 24 mesi evitate cambiamenti troppo forti e senza ambientamento graduale. Avvisatelo sempre quando state per uscire e rassicuratelo sul fatto che presto tornerete; Avvisatelo con anticipo di quanto sta per succedere (“tra 5 minuti dobbiamo uscire, oggi pomeriggio andiamo a trovare il pediatra…”)

A 3 anni inserite con gradualità il bambino a scuola ed evitate di fargli fare contestualmente altre attività che prevedano la separazione dal genitore o da altra figura di riferimento (es. attività in piscina senza genitori); fategli sentire che avete fiducia delle sue insegnanti ed evitate di star male quando vi separate da lui (il bambino è influenzato dai vostri sentimenti anche a distanza!)

QUANDO IL VOSTRO BAMBINO È IMPAURITO:

  • Evitate di:
    • arrabbiarvi
    • sdrammatizzare
    • ridicolizzare
    • sottovalutare
    • distrarlo
  • Toccatelo ed abbracciatelo, portategli l’attenzione al tempo presente facendogli sentire le diverse parti del corpo che stanno bene. Lasciate che pianga liberamente, non frenate il suo sfogo;
  • Se ha paura perché si è fatto male rassicuratelo dicendogli “il tuo corpo è tutto intero … e si sta già riaggiustando da solo!”
  • Picchiettategli alternativamente le spalle o 2 parti simmetriche del corpo finché piange o prova ad esprimersi.
  • Respirate lentamente vicino a lui ed invitatelo a fare lo stesso fin che si è un po’ tranquillizzato;
  • Invitate il bambino a raccontarvi le sue paure. Quando vedete il bambino spaventato siate empatici, fategli vedere che avete capito che sta soffrendo ma senza drammatizzare (ti vedo spaventato, preoccupato, agitato … abituatelo a dare un nome alle sue emozioni. Utilizzate l’ascolto attivo. Rassicuratelo sia verbalmente che fisicamente (abbracciatelo) ma evitate di dare rinforzi positivi per calmarlo (cibi dolci, coccole esagerate, regalini, …). Non abbiate fretta che diventi coraggioso, non forzatelo … abbiate pazienza e rispettate i suoi tempi. Se percepisce le vostre aspettative andrà maggiormente in tensione. Piuttosto alleatevi con lui ed affrontatele assieme, oppure cercate assieme delle soluzioni (problem solving)
  • Provate a riassumere quello che vi ha detto per avere conferma di aver capito bene quello che vi ha detto. Eventualmente fate un breve lavoro di “scavo” per capire di cosa hanno veramente paura in quel momento e chiedetegli di esprimere ciò che desidera (ti piacerebbe …)
  • Eventualmente aiutatelo con la storia della sua amica Paura, chiedetegli dove si sta facendo sentire e invitatelo ad ascoltarla per capire da che cosa lo vuole proteggere. Poi invitatelo a ringraziarla per l’avviso e a dirle che può andare a riposarsi perché lui è al sicuro ed è protetto!
  • Cercate di capire con lui come trasformare la preoccupazione in occupazione … “cosa potresti fare per questo problema in questo momento?”
  • Utilizzate una visualizzazione con un’immagine che permetta al bambino di lasciar andare la paura del momento (es. metterla in palloncino e lasciarlo volare via, scriverla su un foglietto e brucialo con il fuoco …) e soprattutto aiutatelo a visualizzarsi nella situazione desiderata in cui ha raggiunto ciò che desidera (protezione, sicurezza, benessere …). Consolidate questa immagine anche nei giorni successivi;
  • Fate assieme a lui un po’ di “TOCCO MAGICO”
  • Quando il bambino si è tranquillizzato valutate se è il caso di riparlarne per vedere come potrà affrontare lo stesso evento se si presenterà in seguito (con l’aiuto del problem solving)
  • Quando si sta addormentando, appena ha preso sonno e quando si sveglia ripetete a voce bassa delle affermazioni positive relative alla paura che sta affrontando (che coraggioso il mio bambino, nuota come un pesciolino e si diverte tantissimo ad andare sott’ acqua! Che fortunato, lui è sempre al sicuro e protetto da tante persone che gli vogliono bene, dai suoi angioletti …)
  • Evitate di dare troppa importanza alle sue manifestazioni di paura, non fatevi sentire fin che ne parlate ad altre persone
  • Abbiate fiducia che così come si sono presentate se ne andranno ma vigilate che non sia contatto con situazioni a rischio (baby sitter non adeguate, insegnanti negative…)
  • Apprezzate i suoi tentativi e i suoi successi e non prestate attenzione agli insuccessi

Quando, nonostante il vostro sostegno, il bambino manifesta cambiamenti molto evidenti che gli creano forte disagio, potrebbe essere utile confrontarsi con professionisti adeguati per capire se lo si può aiutare con strategie più adeguate:

Fate attenzione ad eventuali cambiamenti fisici:

  • dorme male, fa gli incubi, si sveglia spesso;
  • mangia meno del solito, è inappetente;
  • inizia a presentare problemi intestinali (costipazione o diarrea)

E psicologici:

  • è spesso più triste del solito
  • piange per cose banali
  • non vuole più stare da solo o andare a scuola
  • si stanca facilmente
  • è impaurito di fronte a qualsiasi cosa nuova
  • ha paura di aver paura
  • non ama stare con gli amichetti, è eccessivamente timido
  • si fa più silenzioso
  • le critiche lo fanno stare eccessivamente male
  • ha abbassato il rendimento scolastico, è particolarmente distratto, a scuola si estranea

 

RICORDATE COMUNQUE CHE

La maggior parte delle paure dei bambini sono fisiologiche, transitorie e passeggere!

Solo nel 4/5 % dei casi necessitano di aiuti esterni!

Il 95% delle cose che temiamo NON SI REALIZZA!

Le paure, se ben gestite, sono buone alleate per il nostro benessere e per il nostro successo!

E’ grazie alla paura che possiamo diventare CORAGGIOSI!

 

“LA PAURA BUSSO’ ALLA PORTA, IL CORAGGIO AND0’ AD APRIRE E … NON TROVO’ NESSUNO”

“LA PAURA DI FARE UNA COSA PU0’ ESSERE SCONFITTA SOLTANTO FACENDOLA” Chandler

“FAI SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE CIO’ CHE HAI PAURA DI FARE … FAI LA COSA CHE TEMI E LA MORTE DELLA

PAURA È CERTA!” Chandler

 

IL GIOCO DEL “TOCCO MAGICO”

1) Pugni sul palmo della mano
2) Picchiettare sotto l’ascella sinistra
3) Sfioro i pollici l’uno sull’altro
4) Picchiettare le clavicole
5) Picchiettare la zona del fegato

1) “IO MI AMO E MI ACCETTO ANCHE QUANDO HO PAURA… IO MI AMO E MI ACCETTO ANCHE QUANDO NON HO PAURA”
Es: io mi amo e mi accetto anche quando ho paura di dormire da solo e mi amo e mi accetto anche quando dormo serenamente da solo”
*respiro

2) “IO MI AMO E MI ACCETTO ANCHE QUANDO LA MIA AUTOSTIMA E’ TROPPO BASSA E CREDO DI NON MERITARMI I MIEI OBIETTIVI. IO MERITO DI RAGGIUNGERE QUESTI OBIETTIVI.
Es: io mi amo e mi accetto anche quando temo di non riuscire a dormire da solo. Io mi amo e mi accetto anche quando riesco a dormire bene da solo.”
*respiro

3) “IO MI AMO E MI ACCETTO ANCHE QUANDO NON RIESCO A LASCIARE ANDARE IL MIO PASSATO E PRESTO ATTENZIONE ALLE COSE CHE TEMO. D’ORA IN POI PROMETTO A ME STESSO DI CONCENTRARMI SULLE COSE PER CUI SONO GRATO E SU QUELLE CHE DESIDERO REALIZZARE”
*respiro

4) “IO MI AMO E MI ACCETTO ANCHE QUANDO HO PAURA. LASCIO ANDARE LA MIA PAURA E SCELGO DI REALIZZARE I MIEI OBIETTIVI CON CORAGGIO”
Es: io mi amo e mi accetto anche quando ho paura di dormire da solo. Lascio andare ora la paura di dormire da solo e scelgo di dormire serenamente da solo.
*respiro

5) “IO MI PERDONO PER NON AVER CREDUTO IN ME STESSO, PER AVER DATO LA COLPA ALLE CIRCOSTANZE PER QUELLO CHE NON POSSO FARE. LASCIO ANDARE TUTTO IL  PASSATO E ORA SONO LIBERO DI REALIZZARE I MIEI OBIETTIVI.
*respiro

FINISCO SEMPRE CON ALLINEAMENTO DEI CHAKRA (testa – cuore senza toccare) con la frase: “IO SONO… coraggioso, io sono forte, io credo in me stesso, io sono rilassato, io sono potente, io sono al sicuro, io riesco a…”