PER IL PAPA’

Per il papà che preferisce NON assistere al parto

Anche se non si entra in sala parto, ci sono molti modi per incoraggiare la propria compagna, di starle vicino, di farle sentire la propria partecipazione:

  • negli ultimi giorni lei ha tanto bisogno di rilassarsi, ha bisogno di cuscini sotto le braccia, le gambe, la schiena. Controlla che la camera in cui legge o riposa sia bene arieggiata, ma non fredda (il freddo potrebbe far contrarre i muscoli);
  • è sempre rilassante un massaggio alla schiena, lentamente, dolcemente, lungo la colonna vertebrale. Ma se la futura mamma dice “basta”, non bisogna insistere, ripetendole “ti fa bene”. Una donna incinta sa sempre d’istinto quello di cui ha bisogno;
  • perché non andare insieme a lei nell’ospedale scelto per il parto? A vedere quanti telefoni ci sono, e dove!, un’occhiata alla nursery, al monitor. È un ambiente che probabilmente lei già conosce, se ha fatto in questo ambiente un corso di preparazione. Ma adesso tutto è più rassicurante perché lo conoscete insieme;
  • se cominciano le doglie, la mamma ha bisogno di un pasto leggerissimo, ma sostanzioso, perché le occorreranno tante energie. Non un pranzo, ma succhi di frutta, qualche fettina di pane biscottato con marmellata, tè;
  • e quando la moglie è in sala parto non si deve chiedere continuamente all’ostetrica e ai medici “come va?”. Certo che un padre ha il diritto di sapere tutto. Ma ha scelto lui liberamente di aspettare fuori. Importantissimo: lei “sente” la calma del marito anche a distanza.

Infine ricorda che la tua presenza è molto importante sia come aiuto pratico che come sostegno psicologico, ma non sentirti obbligato ad assistere al parto se psicologicamente non ti senti pronto. Puoi essere ugualmente di grande sostegno (prima e dopo il parto), anche se per motivi diversi non assisterai alla fase conclusiva.

 

Per il papà che preferisce assistere al parto

Quando un uomo decide di veder nascere il suo bambino quasi sempre ha già frequentato il corso di preparazione al parto.

Ma nell’entusiasmo finale si possono dimenticare questi particolari importantissimi:

  • cerca di rimanere calmo e rilassato se vuoi trasmettere questi sentimenti alla tua compagna; non farti prendere dal panico o dalla fretta;
  • armati di pazienza e dimentica l’orologio;
  • fai da “intermediario” tra la tua compagna e il personale medico, ma non fare continue domande. Non incalzare ostetriche e medici con interrogativi tipo “ma quando nasce mio figlio?”. Tutto questo può agitare anche la mamma più serena, e darle insicurezza;
  • ricordale di cambiare spesso posizione e di andare in bagno (le future mamme dovrebbero urinare spesso, ma lo dimenticano);
  • incoraggiala, falle dei complimenti, coccolala. Prova a dirle “brava, stai andando bene, spingi proprio nella maniera giusta”. È quello che le sta dicendo anche l’ostetrica, ma lei ha bisogno di sentirselo confermare dal suo compagno;
  • parlale con calma, sottovoce, ma non durante le contrazioni;
  • durante le contrazioni o il parto non darle ordini o dire “rilassati”, “respira”, ma fallo con lei: usa il tuo respiro per accompagnare il suo; inizia con il suo ritmo e poi rallenta pian piano fino ad un ritmo rilassato, chiedendole di seguirti (alcuni padri partecipano tanto che diventano affannati, sudano. Non devono vergognarsi, è un parto di coppia);
  • ricorda che il tuo tocco gentile e sicuro, il contatto continuo degli occhi, l’aiuteranno a rilassarsi e a farla concentrare su quello che sta facendo durante il travaglio;
  • se lo desidera, massaggiare la schiena, le reni, le spalle, i piedi;
  • offrile da bere, soprattutto se il travaglio è lungo;
  • infine, non prendere iniziative autonome: alcuni padri preferiscono mettersi a fianco dell’ostetrica per vedere il momento preciso in cui nasce il bambino e prenderlo tra le mani. Non deciderlo lì all’istante ma concordalo prima con il personale medico e la tua compagna.
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