La respirazione… in gravidanza

La respirazione è una funzione di importanza vitale. Tutte le cellule del nostro corpo hanno infatti bisogno di un costante rifornimento di ossigeno e di energia.

La respirazione, atto per noi naturale, è un meccanismo complesso. I polmoni contengono tessuto elastico che, in condizioni normali, si trova in tensione. Ogni volta che i muscoli toracici e il diaframma modificano la forma del torace, i polmoni si adeguano, espandendo o riducendo le loro dimensioni. Quando il volume toracico aumenta, l’aria entra nei polmoni, mentre quando diminuisce, l’aria esce. Il movimento è aiutato  dal diaframma, un muscolo a forma di cupola che divide il torace dall’addome. Quando esso si contrae, la cupola si appiattisce, permettendo l’entrata dell’aria nei polmoni; quando si rilascia, la cupola si solleva verso l’alto e i polmoni si svuotano. Contribuiscono al cambiamento di volume della cavità toracica anche i muscoli intercostali.

L’individuo, in situazione di riposo, inspira ed espira circa 18 volte ogni minuto circa 350-500 ml d’aria. Durante uno sforzo aumenta sia la frequenza respiratoria sia la quantità d’aria inspirata ed espirata (2.500 o addirittura 3.000 ml al minuto).

La respirazione è un meccanismo involontario ma è possibile imporre ai muscoli interessati un controllo volontario.

Durante la gravidanza la frequenza respiratoria aumenta del 15% nel 2° trimestre e dell’8% nel 3° trimestre. Il consumo di ossigeno aumenta del 27%. La donna compensa questa maggior richiesta di ossigeno aumentando la capacità inspiratoria (+ 5%) ma soprattutto aumentando la ventilazione polmonare (+ 30%). Probabilmente l’aumento della  ventilazione e la conseguente riduzione della concentrazione di anidride carbonica sono un effetto del progesterone che abbassa la soglia di eccitazione dei centri respiratori. Da qui deriva una tendenza all’alcalosi respiratoria che viene compensata dai reni con l’eliminazione di maggiori quantità di valenze alcaline (bicarbonati plasmatici) per mantenere inalterato il PH attorno a 7,40, ovvero si verifica un’acidosi di tipo metabolico.

Al momento del parto la donna si trova, o tende per lo meno, all’acidosi, perché si liberano dalla mucosa endometriale e da altri tessuti delle valenze acide e, forse, poiché la riserva alcalina è diminuita, c’è una maggiore difficoltà a compensare.

Probabilmente la riduzione della riserva alcalina potrebbe essere responsabile del fatto che la gestante tende più frequentemente della non gravida, ad andare in acidosi in seguito ad episodi febbrili, infezioni, cistopieliti, ecc.

Nonostante in gravidanza esista questa tendenza all’alcalosi respiratoria, la donna in attesa lamenta spesso episodi dispnoici caratterizzati da accelerazioni del respiro, che si manifestano quando è inattiva (non compie movimenti).

Questo può essere spiegato considerando che i centri respiratori diventano più sensibili alle modificazioni della concentrazione di anidride carbonica che riducono le escursioni respiratorie, si aumenta un leggero aumento della concentrazione di anidride carbonica che, recepito dai centri nervosi, provoca come risposta l’accelerazione del respiro.

In base alla conoscenza degli aspetti sopra descritti, si comprende come per la futura mamma diventi importante conoscere il proprio respiro e successivamente migliorarne il ritmo e la profondità in risposta alle diverse esigenze psicofisiche che le si presentano durante la gravidanza, il travaglio e il parto. Premesso che gli esercizi respiratori si rendono necessari solo quando cause endogene od esterne portano la donna all’ansia e ad una soglia del dolore bassa. Le gestanti che avvertono durante le gravidanza le contrazioni trovano beneficio con la respirazione completa o addominale che favorisce la distensione uterina e allevia il disagio psicologico, ne controllano lo svolgimento a supporto o, in alcuni casi, in alternativa ai farmaci. Sia le contrazioni in gravidanza, sia i movimenti del bambino in utero, sono un’ottima occasione per esercitarsi in previsione del travaglio e del parto.

Approfondire la conoscenza della propria respirazione può essere spesso tranquillizzante anche se non sempre necessario nella realtà dei fatti. L’importante è che essa sia adattata alla persona e alla situazione: ancora una volta la respirazione ci viene in aiuto per riportare l’equilibrio nell’unità corpo-mente durante le contrazioni più intense ed impegnative. Il maggior approfondimento della propria respirazione ha senz’altro permesso a molte donne di vivere meglio la gravidanza, il parto, il dopo-parto.

L’importanza del respiro
Se riesci a intervenire sul respiro, improvvisamente ti ritroverai nel presente. Se riesci a intervenire sul respiro, conseguirai la fonte della vita. Se riesci a intervenire sul respiro, potrai trascendere il tempo e lo spazio.
Se riesci a intervenire sul respiro, sarai nel mondo e al tempo stesso lo trascenderai

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