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DOMANDE FREQUENTI

In questa pagina puoi trovare le risposte alle domande più frequenti che ci vengono poste! Se non trovi la risposta al tuo quesito compila il form che trovi in fondo alla pagina e cercheremo di risponderti nei prossimi giorni direttamente in questa pagina.

Le domande sono divise in argomenti per rendere più facile la consultazione.

STRISCIO, GATTONAMENTO, PRIMI PASSI

Sono il papà di una bimba di 9 mesi. Purtroppo a causa del Covid, sbagliando, abbiamo tenuto la bambina spesso in braccio e l’abbiamo fatta stare seduta diverso tempo. Lei ora riesce a rotolare per raggiungere i giochi e prende gli oggetti con due dita (poi li mette in bocca o li gira da una mano all’altra). Adesso abbiamo difficoltà a insegnarle a gattonare. Mi premeva chiederle se ha dei suggerimenti da darci in merito e dalla sua esperienza? Quanto descritto le rientra nella normalità?

Il range di normalità nei bambini è molto ampio e a parità di età ci possono essere differenze enormi che dipendono sia dall’ambiente che è stato messo loro a disposizione sia dal loro carattere. Ci sono bambini che a 12 mesi sono solo in grado di girarsi e di stare seduti e bambini che da mesi gattonano, camminano, salgono e scendono le scale da soli! Entrambi rientrano nella normalità, ovviamente il bambino che ha già raggiunto molte tappe motorie può interagire maggiormente con il mondo esterno e fare più esperienze che gli permettono di stimolare maggiormente le sue capacità motorie, cognitive, sociali e relazionali. Allo stesso tempo il cervello del bambino in questo periodo e nella fase di massima evoluzione per cui nel momento in cui trova gli stimoli giusti può recuperare ciò che non ha fatto nei mesi precedenti! Quindi più che preoccuparvi di ciò che non avete fatto con lei finora vi suggerisco di occuparvi, divertendovi, di ciò che potete fare d’ora in poi con le nuove informazioni che avete acquisito, con la fiducia che vostra figlia coglierà il meglio e farà tesoro delle opportunità che le date! Proponetele tutte le attività per favorire il gattonare ma non tralasciate i giochi e le proposte per favorire le capacità di osservazione, di discriminazione, di riconoscimento, di memoria … sono altrettanto importanti! 

Mia figlia di 8 mesi e mezzo si posiziona in quadrupedica ma nel momento di avanzare non si sposta gattonando ma “rimbalzando” sulla pancia: sposta entrambe le braccia in avanti appoggia la pancia e si spinge. Come posso aiutarla ad avanzare gattonando in maniera crociata? Anche perché quando fa questo spostamento sfiora ogni volta il pavimento, io non intervengo e lei non sbatte a terra ma ammetto di avere un po’ di timore. Da circa una settimana ha iniziato ad arrampicarsi appoggiandosi sulle ginocchia. Rotola bene sia da supina a prona che viceversa, sa sedersi da sola e tornare da seduta in posizione prona.

La modalità di spostarsi di sua figlia precede la fase del gattonare classico con schema crociato e va benissimo che la sperimenti…generalmente i bimbi sanno prendere le distanze dal pavimento e sanno regolare la posizione del capo senza farsi male. Ciò che più la può aiutare a passare alla tappa successiva è l’invitarla, quando è in posizione quadrupedica, a staccare una mano da terra per afferrare dei giochi che le fate vedere tenendoli leggermente sollevati da terra (in questo modo sviluppa l’equilibrio in appoggio su un solo braccio) e soprattutto a giocare con lei al gioco dell’elefante che avanza con ritmo 1…2   1…2 (da fare in due persone) come vedete proposto nel video di sintesi del gattonare.

Il mio bimbo ha quasi sei mesi ma se lo metto giù sul tappetino si lamenta e non vuole stare, non ha ancora imparato a strisciare se non all’indietro. Come posso fare?

  1. Mettetelo sul materassino solo quando è di buon umore, non deve avere né fame né sonno;
  2. Inizialmente lasciatelo per pochi minuti alla volta ma cercate di riproporglielo più volte al giorno, sempre e solo quando è di buon umore;
  3. Mettetevi anche voi a terra con lui ed entusiasmatelo con i giochi che più attirano la sua attenzione … e che riserverete esclusivamente per quando è a terra (giochi che suonano, luminosi, che fanno rumore particolare. Se ne avete la possibilità mettetegli vicino un animale vero!
  4. Cantate, ballate, fate il giocoginnastica, mettetevelo sulle ginocchia e dondolatelo … cambiategli posizione quando è ancora coinvolto e si sta divertendo … in questo modo associerà che si sta per terra solo per divertirsi.
  5. Quando vedete che inizia ad apprezzare di stare per terra iniziate a proporgli, per tempi brevi, le progressioni didattiche per lo striscio o per il gattonare.
  6. Se il bambino è già grandino (oltre i 4/5 mesi) e tende a spostarsi all’indietro dovrete già iniziare a fargi conoscere la posizione carponi, con i dondolamenti, lasciandolo poi sbilanciare in avanti (a pesce) per raggiungere un gioco interessante. Come viene spiegato sul video di sintesi dello striscio.

Il mio bambino sta già seduto ma non striscia o gattona, se messo prono piange o sta fermo. Volevo sapere se, utilizzando le modalità indicate nei video sarà possibile far recuperare al mio bambino quei movimenti fisiologici come il gattonare e lo strisciare.

Lo scopo dei nostri corsi è proprio quello di fornire gli strumenti per favorire il raggiungimento di tutte le tappe di sviluppo psicomotorio del bambino, coinvolgendo e facendo divertire. Ovviamente è più facile se il bambino non ha già conosciuto posizioni di comodo come lo stare seduto. Sarà un po’ più impegnativo ma prima si adottano le strategie più adeguate e prima il bambino potrà trovare la sua autonomia e provare piacere nel muoversi e nello sperimentare le diverse attività.

Il problema che ha la nostra bimba (8 mesi prossima settimana) è che rotola e sta seduta, ma non striscia e ne gattona. Se la metto a pancia in giù mette dritte le braccia e se prova a spostarsi va indietro. Come possiamo fare? Ha dei consigli da darci?

Considerata l’età della bambina e il fatto che in posizione prona tiene le braccia estese non aspettatevi che passi per la posizione classica dello strisciare, in cui avanza spingendosi con le ginocchia e facendo trazione con le braccia alterne (come i marins). Potrete proporle questa modalità solo quando sarà più grande e sotto forma di gioco (tipo passando dentro a dei tunnel bassi). Quindi va favorita la tappa più consona a lei in questo momento: assumere la posizione carponi (inizialmente dovrete aiutarla a piegare le gambe ) e poi avanzare o spanciando in avanti (come vedete nel video sintesi dello  strisciare) o gattonando . Per quest’ultima tappa seguite tutte le attività pratiche che trovate nel video di sintesi del gattonare (dal gioco della carriola a quello dell’elefante). L’ importante è che le proponiate queste attività solo quando è di buon umore e per poco tempo, invitandola a raggiungere i giochi che più le piacciono (giochi che è bene evitare di proporle quando è in posizione seduta) e con il massimo entusiasmo da parte vostra. Lo deve vivere come un gioco non come un’imposizione! Sfruttate ogni opportunità per giocare con lei ma non abbiate fretta di vedere i risultati altrimenti otterrete l’effetto opposto. Se anche ci impiega 2/3 mesi per gattonare non ci sono problemi, è ancora piccola e ha una grandissima capacità di recupero. I giochi che le proponete di per sè sono già un grande stimolo (e nei video ne avete tanti da farle sperimentare). L’ importante è che non la mettiate in piedi e che non la facciate camminare se prima non riesce da sola a spostarsi e a raggiungere un sostegno per rialzarsi. Per quanto riguarda i video ciò che da un ulteriore stimolo allo sviluppo motorio è anche il modo in cui la tenete in braccio e i mezzi con cui la trasportate per cui vi suggerirei di guardarvelo. Vi raccomando di non portare l’attenzione solo sull’aspetto motorio ma anche su quello per favorire lo sviluppo dell’ intelligenza attraverso vari stimoli sensoriali, coordinativi e di discriminazione… a volte sono proprio questi giochi che attirano maggiormente l’ attenzione dei bambini e li stimolano a muoversi. Vi consiglio quindi anche quello su COME FAVORIRE LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA (disponibile al link https://www.bambinipiu.it/capacita-mentali-in-evoluzione-giochi-per-favorire-la-discriminazione-il-riconoscimento-e-la-memoria/ ).

Credo che mio figlio di 6 mesi sia ipertonico, ha strisciato, sta a pancia sotto ma tarda a stare seduto. Attualmente vuole gattonare, sta a carponi si dondola ma non riesce ad avanzare con le braccia cade sbattendo il mento. Come posso aiutarlo? Grazie in anticipo

Più che ipertonoco direi che suo figlio è già molto sveglio! Complimenti! Il fatto che non si metta ancora seduto da solo rispetta appieno la fisiologia… Se si rispetta la logica della natura prima di mettersi a sedere da solo un bambino dovrebbero essere in grado di gattonare (e a suo figlio manca davvero poco) e prima ancora di strisciare. Per favorire il passaggio dalla posizione carponi al gattonare, e per insegnar loro a sedersi, a stare in piedi e a camminare, abbiamo creato un videocorso che raccolglie tutti gli esercizi (sotto forma di gioco) e le progressioni pratiche. Il video “dal gattonare al camminare” è disponibile al link https://www.bambinipiu.it/tuo-figlio-vuol-stare-sempre-in-piedi-ma-e-davvero-pronto-per-camminare-s/

Mia figlia ha iniziato a strisciare a sette mesi e mezzo, ora che ne ha nove ha cominciato ad arrampicarsi e stare in piedi appoggiata comunque a qualcosa. Dobbiamo incentivarla a gattonare ancora? Se si come? Non avendo mai gattonato il problema sta nel scendere perché si butta e anche con il gioco del bim bum bam porta le mani avanti e ma non le ginocchia. Abbiamo provato a farla gattonare ma non tiene le braccia tese. Come posso proseguire? Per gattonare non riusciamo a farle fare il soldatino, abbiamo preso un carrellino dove la appoggiamo e un po’ si muove, ma non le piace. Dateci delle dritte per favore.

I bambini che strisciano e che riescono a raggiungere tutto ciò che serve loro (soprattutto la posizione verticale) con questa modalità sono meno motivati a gattonare in quanto sono già autonomi. E’ comunque importante che imparino a spostarsi gattonando soprattutto per evitare di farsi male cadendo … e contemporaneamente è utile iniziare già con la progressione delle attività per favorire sia lo stare in piedi da soli che il camminare … che loro adorano.

  •  Innanzitutto ti consiglio di modificare un po’ il gioco del “bim bum bam”: quando la sbilanci in avanti flettettile tu le gambe in modo che atterri sulle ginocchia, senza necessariamente appoggiare le mani (lo farà lei spontaneamente nel momento in cui impara ad appoggiare le ginocchia). Quando la sbilanci all’indietro tienile le spalle sbilanciate in avanti in modo che atterri con il bacino e non con il capo (ma presumo che questo lo faccia già). 
  • Falle assumere tu, magari sopra ad un tavolo, la posizione carponi e falla dondolare avanti e indietro.
  • Mettile dei giochi davanti, leggermente sollevati, in modo che per prenderli debba staccare una mano alla volta. 
  • Falle fare il gioco della carriola sollevandole il bacino e sbilanciandola in avanti in modo che impari sia a sostenere il proprio corpo (in caso di caduta) con le sue braccia, sia ad avanzare spostando alternativamente le braccia. 
  • Molto utile è anche il gioco della cicogna: mettile un drappo sotto alla pancia e sollevala in modo che possa toccare il pavimento solo con le mani e con le ginocchia e sbilanciala in avanti per raggiungere un gioco che le piace.
  • Falla stare per terra all’aperto, sull’erba: generalmente in questo contesto è molto più difficile strisciare perchè c’è più attrito per cui i bambini sono più incentivati a trovare delle modalità alternative, quali il gattonare. 
  • Un’altra esperienza molto utile, se hai la vasca da bagno, è quella di metterla in posizione prona tenendo l’acqua ad un livello di circa 15 cm. Inevitabilmente l’acqua le solleverà la pancia e per mantenere l’equilibrio dovrà mettersi in posizione carponi. Mettile poi dei giochi interessanti davanti in modo che sia invogliata ad andarli a prendere.

Proponile sempre tutti questi giochi divertendoti con lei, in un momento in cui è di buon umore (non deve avere nè fame nè sonno) e motivala con i giochi che le piacciono di più. Non farti prendere dall’apprensione che impari a strisciare prima di camminare … a livello di sviluppo neurologico e di autonomia lo striscio sopperisce appieno al gattonare. Eventualmente quando avrà imparato a camminare giocherai con lei ad imitare il cane, il gatto ed il dromedario (facendola avanzare con mani e piedi a terra e con le ginocchia sollevate dal pavimento). Ovviamente queste imitazioni inizierai a farle tu facendole vedere che ti diverti tantissimo … lei non potrà fare a meno che imitarti!

Il mio bimbo di 7 mesi non striscia e non ha nemmeno intenzione di farlo. Quando provo a metterlo in pancia in giù per fagli fare gli esercizi da lei consigliati, strilla e si mette a piangere e nemmeno capisce di aiutarsi con le braccia. Lui ha imparato a 5 mesi a stare seduto e a girarsi, ma poi basta non abbiamo avuto altri progressi! Cosa posso fare? È normale che non voglia strisciare né gattonare?

E’ normale che i bambini che hanno imparato a stare seduti da soli non vogliano più stare in posizione prona sul materassino. La maggior parte dei bambini che vengono messi a sedere prima che siano in grado di strisciare e gattonare piangono se vengono lasciati per terra. La posizione seduta è più comoda e meno faticosa da mantenere, permette di avere una visuale più ampia e le mani libere quindi quando un bambino la conosce vuole sempre quella e ha più difficoltà a fare progressi per raggiungere le altre tappe motorie. Proprio per questo noi la sconsigliamo vivamente ed invitiamo i genitori a rispettare le progressioni predisposte da madre natura: un bambino non può mettersi a sedere da solo (sono i genitori che lo mettono) se prima non è in grado di gattonare o di mettersi in piedi. E’ da queste posizioni che il bambino si siede da solo una volta raggiunto un gioco (generalmente si siede sui talloni, in ginocchio). In ogni caso, anche se il bambino non adora la posizione prona, vi suggerisco di non mollare e di provare con queste modalità:

  1.   Mettetelo sul materassino solo quando è di buon umore, non deve avere né fame né sonno;
  2. Inizialmente lasciatelo per pochi minuti alla volta ma cercate di riproporglielo più volte al giorno, sempre e solo quando è di buon umore;
  3. Mettetevi anche voi a terra con lui ed entusiasmatelo con i giochi che più attirano la sua attenzione … e che riserverete esclusivamente per quando è a terra (giochi che suonano, luminosi, che fanno rumore particolare. Se ne avete la possibilità mettetegli vicino un animale vero!
  4. Cantate, ballate, fate il giocoginnastica, mettetevelo sulle ginocchia e dondolatelo … cambiategli posizione quando è ancora coinvolto e si sta divertendo … in questo modo assocerà che si sta per terra solo per divertirsi.
  5. Quando vedete che inizia ad apprezzare di stare per terra iniziate a proporgli, per tempi brevi, le progressioni didattiche per lo striscio o per il gattonare (che trovate sul video al link https://www.bambinipiu.it/come-favorire-i-movimenti-fondamentali-per-lo-sviluppo-del-bambino-nel-primo-anno-di-vita-s/

E’ importante che non lo mettiate in piedi e che non lo facciate camminare se prima non riesce da solo a spostarsi e a raggiungere un sostegno per rialzarsi. Un ulteriore stimolo allo sviluppo motorio è anche il modo in cui lo tenete in braccio e i mezzi con cui lo trasportate (per questo vi consigliamo il video al link  https://www.bambinipiu.it/come-tenerlo-in-braccio-fin-dai-primi-giorni-di-vita-trasforma-le-tua-braccia-nella-sua-palestra/ ). Vi raccomando di non portare l’attenzione solo sull’aspetto motorio ma anche su quello per favorire lo sviluppo dell’ intelligenza attraverso vari stimoli sensoriali, coordinativi e di discriminazione… a volte sono proprio questi giochi che attirano maggiormente l’attenzione dei bambini e li stimolano a muoversi. Vi consiglio quindi anche quello su COME FAVORIRE LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA (disponibile al link http://www.bambinipiu.it/capacita-mentali-in-evoluzione-giochi-per-favorire-la-discriminazione-il-riconoscimento-e-la-memoria/ ).

Mio figlio ha 8 mesi non ha mai strisciato e mai gattonato. Ho provato in ogni modo ma l’unico risultato ottenuto è stato il pianto… Non riesce ad “arrampicarsi” per mettersi in piedi però se lo metto seduto sul divano si gira prono e scivola giù fino a toccare con i piedini il pavimento e muove qualche passo di lato… Sto sempre vicino a lui e cerco di controllare quanto più possibile i suoi movimenti per evitare che cada e si faccia male, lasciandolo comunque libero di sperimentare… Faccio bene? Come posso comportarmi in modo che arrivi a gattonare?

E’ normale che i bambini che hanno imparato a stare seduti da soli non vogliano più stare in posizione prona sul materassino. La maggior parte dei bambini che vengono messi a sedere prima che siano in grado di strisciare e gattonare piangono se vengono lasciati per terra. La posizione seduta è più comoda e meno faticosa da mantenere, permette di avere una visuale più ampia e le mani libere quindi quando un bambino la conosce vuole sempre quella e ha più difficoltà a fare progressi per raggiungere le altre tappe motorie. Proprio per questo noi la sconsigliamo vivamente ed invitiamo i genitori a rispettare le progressioni predisposte da madre natura: un bambino non può mettersi a sedere da solo (sono i genitori che lo mettono) se prima non è in grado di gattonare o di mettersi in piedi. E’ da queste posizioni che il bambino si siede da solo una volta raggiunto un gioco (generalmente si siede sui talloni, in ginocchio). I
n ogni caso, anche se il bambino non adora la posizione prona, vi suggerisco di non mollare e di provare con queste modalità:

  1. Mettetelo sul materassino solo quando è di buon umore, non deve avere né fame né sonno;
  2. Inizialmente lasciatelo per pochi minuti alla volta ma cercate di riproporglielo più volte al giorno, sempre e solo quando è di buon umore;
  3. Mettetevi anche voi a terra con lui ed entusiasmatelo con i giochi che più attirano la sua attenzione … e che riserverete esclusivamente per quando è a terra (giochi che suonano, luminosi, che fanno rumore particolare. Se ne avete la possibilità mettetegli vicino un animale vero!
  4. Cantate, ballate, fate il giocoginnastica, mettetevelo sulle ginocchia e dondolatelo … cambiategli posizione quando è ancora coinvolto e si sta divertendo … in questo modo associerà che si sta per terra solo per divertirsi.
  5. Quando vedete che inizia ad apprezzare di stare per terra iniziate a proporgli, per tempi brevi, le progressioni didattiche per lo striscio o per il gattonare (che trovate sul video al link https://www.bambinipiu.it/come-favorire-i-movimenti-fondamentali-per-lo-sviluppo-del-bambino-nel-primo-anno-di-vita-s/

E’ importante che non lo mettiate in piedi e che non lo facciate camminare se prima non riesce da solo a spostarsi e a raggiungere un sostegno per rialzarsi. Un ulteriore stimolo allo sviluppo motorio è anche il modo in cui lo tenete in braccio e i mezzi con cui lo trasportate (per questo vi consigliamo il video al link  https://www.bambinipiu.it/come-tenerlo-in-braccio-fin-dai-primi-giorni-di-vita-trasforma-le-tua-braccia-nella-sua-palestra/ ). Vi raccomando di non portare l’attenzione solo sull’aspetto motorio ma anche su quello per favorire lo sviluppo dell’ intelligenza attraverso vari stimoli sensoriali, coordinativi e di discriminazione… a volte sono proprio questi giochi che attirano maggiormente l’attenzione dei bambini e li stimolano a muoversi. Vi consiglio quindi anche quello su COME FAVORIRE LO SVILUPPO DELL’INTELLIGENZA (disponibile al lin http://www.bambinipiu.it/capacita-mentali-in-evoluzione-giochi-per-favorire-la-discriminazione-il-riconoscimento-e-la-memoria/ ).

Salve, ho un bimbo di 4 mesi, quando provo a metterlo con la pancia in giù butta il viso sul materasso e non riesce ad alzare la testa. Potete darmi qualche consiglio?

A 4 mesi i bambini dovrebbero essere in grado di tenere sollevato il capo quando sono in posizione prona, anche se sono stati messi poco in quella posizione. Il fatto che non riesca a sollevare il capo richiede degli approfondimenti per escludere che non vi siano delle problematiche fisiche. Ne parli con il pediatra, prima si capisce il problema e maggiore è poi la possibilità di recupero

Mia figlia ha iniziato a gattonare intorno ai 9 mesi, ma non no modo “tradizionale”, infatti ha sempre gattonato tenendo una gamba- la sinistra- sotto il sedere. Verso gli 11 mesi ha iniziato a camminare. Ora ha 13 mesi, cammina correttamente, ma ho notato che quando cade non riesce a rialzarsi se non ha un appoggio vicino o una persona che l’aiuti; ho osservato i bimbI che gattonano normalmente riescono a tirarsi su da soli mettendo le mani davanti a loro e stendendo le gambe riescono a tirarsi su in autonomia. Volevo sapere come posso insegnarle questo passaggio per renderla autonoma.

Generalmente i bambini che si spostano in modo asimmetrico come da lei descritto hanno conosciuto la posizione seduta prima di imparare a gattonare ed hanno trovato una modalità per raggiungere i giochi partendo proprio dalla posizione seduta. Praticamente spostandosi mantengono un po’ parte di quella posizione … non so se è anche il caso di vostra figlia. In ogni caso è importante recuperare la simmetria facendoli giocare, anche quando sono più grandi, all’imitazione degli animali che si spostano in quadrupedia. Per quanto riguarda il rialzarsi in piedi è normale che all’inizio abbiano bisogno di un sostegno per rimettersi in piedi quando cadono ma è importante lasciare che gattonando lo raggiungano da soli, evitando che sia un adulto ad aiutarli a rialzarsi. La maggior parte dei bambini impara a rimettersi in piedi autonomamente 3-4  mesi dopo aver mosso i primi passi.

La mia bimba ha 9 mesi e mezzo. Acquistando il percorso dai 9-18 mesi (mi interrogavo sul perché a 7 mesi ancora non gattonasse e andasse all’indietro) mi si è aperto un mondo! Mi sono resa conto di aver usato tanto la sdraietta, di non averla messa giù da subito e di aver anticipato le tappe mettendola seduta… Ho notato che lei ha saltato quasi completamente la fase dello striscio. Con il mio compagno abbiamo cominciato ad insegnarle a gattonare e adesso si sposta autonomamente per tutta casa, ma tende ad avere un’andatura asimmetrica perché la gamba destra tende a posizionarla come se volesse alzarla e continua tutto il gattonamento così. Ho inoltre notato che se si trova sotto ad una sedia, per superare l’ostacolo che ha di fronte si ferma e non striscia, richiamando subito la mia attenzione con il pianto… devo insistere con gli esercizi dello striscio anche se lei già gattona e si mette in piedi? Si mette in piedi da sola con qualsiasi appoggio (ad esempio sul bidet) e poi tende a sedersi… lo fa perché si stanca? Al momento lei fa la camminata laterale sul divano ed è una bambina tanto intraprendente. Vorrei fare il meglio per lei affinchè superi questa piccola difficoltà. Attendo sue dritte per proseguire serenamente il percorso.

Senz’altro state già facendo un buon lavoro! II fatto che nonostante la posizione seduta sia in grado di spostarsi autonomamente dove vuole è un buon traguardo! La modalità con cui si sposta è comune a più bambini che hanno iniziato a gattonare dopo aver imparato a stare seduti. Considerato che si sta già arrampicando e si sta già spostando in posizione verticale non mi preoccuperei troppo. Recupererà il gattonare classico quando sarà più grande e proverà ad imitare volontariamente le andature degli animali (sempre sotto forma di gioco). Anche con lo striscio non insisterei in quanto un bambino non capirebbe il senso di spostarsi in un modo diverso quando raggiunge comunque tutto ciò che vuole gattonando. Anche per questa modalità di spostamento quando sarà più grande potrete organizzare dei percorsi per farla spostare in tunnel bassi o per imitare le lucertole! Proseguite  come state facendo e concentratevi sulle progressioni per aiutarla a stare in piedi da sola e camminare. Buon proseguimento

Sto vedendo il video ma ho una domanda sul contenuto: prima di imparare a strisciare i neonati devono imparare a girarsi da proni a supini? Cioè il girarsi è un movimento propedeutico allo striscio o non necessariamente?

Per poter volontariamente spostarsi e raggiungere un oggetto strisciando un neonato deve essere prima in grado di mettersi in posizione prona a partire da qualsiasi posizione (anche da quella supina) per cui deve essere in grado di girarsi. Fin dal primo mese però il neonato che ha la possibilità di fare esperienza in posizione prona può essere in grado di avanzare strisciando, anche se non intenzionalmente. Questo tipo si esperienza favorirà lo sviluppo della muscolatura che poi gli permetterà di avanzare volontariamente!

Mio figlio (4 mesi e mezzo) a volte, quando è supino, punta i talloni a terra e solleva il bacino inarcando la schiena. A volte lo fa anche in carrozzina. Quando lo fa, non necessariamente piange ma mi dà l'idea di essere nervoso. Come si può interpretare questo comportamento? Aggiungo che solo da pochi giorni ho iniziato a metterlo sistematicamente a terra proponendogli le attività consigliate nel video; prima lo facevo solo occasionalmente. Grazie.

E’ un movimento normale che molti bambini, soprattutto grintosi, utilizzano. E’ un ulteriore modo di sperimentare il proprio corpo e di esprimere le proprie energie…è un movimento che favorisce anche la rotazione dalla posizione supina a quella prona. Come già avete iniziato a fare è comunque importante fargli sperimentare la posizione prona in modo che possa utilizzare la sua grinta per strisciare e raggiungere ciò che desidera!

Il nostro bimbo di 14 mesi non cammina, né gattona perché è stato lasciato seduto da quando aveva 5/6 mesi, da allora ha rotolato ed è sempre stato seduto. Due mesetti fa abbiamo acquistato il corso della dottoressa e abbiamo cominciato a mettere in pratica le indicazioni, in pochissimi giorni il nostro bambino ha cominciato a strisciare e nell'ultima settimana riesce a guadagnare la posizione seduta dalla posizione prona. Vorremmo capire come procedere ora, abbiamo visto i video esplicativi della preparazione al gattonamento, ma chiediamo se c'è qualche vista da avere nella nostra situazione specifica dove il bambino è molto più grande dei bimbi che di solito gattonano. Vorremmo anche qualche consiglio per noi genitori e per l'atteggiamento e l'approccio da tenere in questa fase.

Indipendentemente dall’età è importante che un bambino sperimenti tutte le tappe motorie, preferibilmente seguendo l’ordine logico previsto da “madre natura”: girarsi, strisciare, gattonare, arrampicarsi, stare in piedi in autonomia, camminare, correre…Se anche vostro figlio è più grande è importante che seguiate i percorsi indicati nei video del gattonare … e di lì a poco vedrete che inizierà anche ad arrampicarsi per mettersi in piedi da solo. A questa età i bambini hanno una grandissima capacità di recupero … continuate a proporgli, giocando, le varie proposte motorie (e non solo) che trovate nei vari video del pacchetto “PRIMI PASSI” e sarete sorpresi di quanti progressi farà. Ovviamente, visto che ha iniziato il percorso più tardi, non fate riferimento all’età dei bambini nei video. Non fategli pressione e non abbiate fretta di vederlo presto camminare da solo … la cosa più importante è la varietà di esperienza che riuscirà a fare, in autonomia, appena è pronto, grazie agli stimoli che gli metterete a disposizione!

Sono interessata all'acquisto del video Giocoginnastica, è adatto ad un bimbo di 6 mesi e mezzo o è dedicato ai più piccolini? Il mio bimbo non ama stare a pancia in giu, si gira e striscia un pò solo a pancia in su e vorrei aiutarlo a mettersi in posizione prona, quando ce lo mettiamo piange

Il video del “Giocoginnastica” è adeguato anche a bimbi più grandi, oltre i 6 mesi. E’ utile sia per la percezione del loro corpo sia per favorire lo sviluppo del linguaggio. Per favorire la posizione prona in bambini che non la accettano volentieri (fondamentale poi per il raggiungimento di tutte le tappe motorie) è importante:
mettere il bambino in posizione prona inizialmente solo quando è di buon umore (non deve avere fame, sonno o altri disturbi);
Cambiargli posizione prima che manifesti nervosismo o stanchezza; meglio passare poi alla posizione sul fianco o alla posizione supina, sempre con dei giochini;
Quando è in posizione prona mettersi vicino a lui, parlargli con tono entusiasmante (ideale è cantargli qualche canzoncina) e proporgli i giochi che più gli piacciono (meglio se sonori o luminosi) ; un ottimo stimolo sarebbe la presenza di un animale o di un altro bambino! Utile anche lo specchio;
Prediligere piani rialzati mettendo il materassino ad es. sopra al tavolo (senza mai allontanarsi) fino a quando non si vede che inizia a spostarsi da solo.

La mia bambina non si sa sedere da sola e non sa ancora alzarsi in piedi , devo sempre aiutarla . Quando cade si spaventa e piange anche se non si è fatta male (ci sono sempre io dietro) . Cosa posso fare per aiutala ad acquisire sicurezza , equilibrio , stimolare anche altri movimenti come alzarsi e sedersi?

E’ difficile rispondere a tutte le tue domande via mail. Possiamo consigliarti la lettura degli articoli disponibili a questi link:

http://www.bambinipiu.it/mio-figlio-non-gattona-cosa-posso-fare/

http://www.bambinipiu.it/strisciare-perche-e-importante-per-tuo-figlio/

oltre all’acquisto del video COME FAVORIRE IL GIRARSI, LO STRISCIARE E IL GATTONARE (disponibile al link http://www.bambinipiu.it/come-favorire-i-movimenti-fondamentali-per-lo-sviluppo-del-bambino-nel-primo-anno-di-vita-s/ ) proprio per rispondere a queste domande e far conoscere strategie utili ai genitori.

Mia figlia ha 11 mesi e inizia a camminare lateralmente appoggiata ai mobili in casa o nel prato Per ora tutto questo è da scalza, ma quando inizierà a camminare anche in giro quali calzature mi consigliate? Grazie di cuore in anticipo!

Le prime scarpe è importante siano di buona qualità e che abbiano alcune caratteristiche: devono essere morbide e flessibili, traspiranti, antiscivolo, abbastanza ampie anteriormente in modo da permettere al bambino di fare un effetto di ancoraggio a terra con tutte le pianta del piede (come quando è a piedi nudi), prive di plantari anatomici, sostenute nel retropiede ma senza superare i malleoli. Il bambino deve poter mettersi in posizione accovacciata con facilità, senza percepire rigidità. Per capire se sono della lunghezza corretta  consiglio di estrarre la suoletta interna, far appoggiare sopra il piedino del bambino tenendolo in posizione verticale. La soletta deve superare di almeno mezzo cm la punta dell’alluce del bambino ma non oltre il cm. 

Le scarpette vanno fatte indossare il meno tempo possibile, quando si è all’aperto o in posti pubblici. Appena possibile è bene lasciar camminare il bambino a piedi nudi e addirittura senza calzini. Le alternative, quando il pavimento è troppo freddo, sono le babucce leggerissime con la soletta morbidissima in pelle scamosciata o ev. i calzini antiscivolo. Utilissimo è far camminare i bambini sulla sabbia e su terreni scoscesi (in quest’ultimo caso con le scarpette).

Mia figlia ha 14 mesi, ha iniziato a gattonare a 10 mesi ed ora è da un mesetto che cammina ma senza lasciarmi la manina, anche solo un dito, un unghia per intenderci, ma deve per forza averla altrimenti non parte, rimane attaccata a divano, sedie, mobili ecc .. Non capisco se sono io che ho sbagliato o sbaglio qualcosa. L’unica cosa strana che ho notato è che lei non si piega sulle gambe per poi rialzarsi, per raccogliere gli oggetti da terra lo fa tenendosi al divano, o quello che trova, con una mano e senza piegare le ginocchia e spesso si sbilancia e cade e quindi se può evita di raccogliere qualsiasi oggetto. Cosa posso fare per aiutarla???

Generalmente questo è un comportamento tipico di bambini che non hanno gattonato o che hanno gattonato poco prima di mettersi in piedi e di camminare. Un bambino abituato a gattonare quando deve raccogliere un oggetto o quando vede che la distanza da raggiungere senza supporti è troppa si mette subito a carponi in quanto è la posizione che ha maggiormente consolidato e che gli da la massima sicurezza … e da cui non può cadere! Il passaggio dal gattonare al camminare non dovrebbe prevedere l’aiuto del genitore proprio perché spesso, soprattutto se un bambino di carattere è più timoroso, delegherà all’adulto il suo equilibrio e la sua sicurezza. Le consiglio quindi, per un periodo, di giocare molto con sua figlia in posizione gattoni e ad invitarla a raggiungere ciò che desidera con questa modalità piuttosto che camminando con l’aiuto. Inoltre è fondamentale riprendere con lei il gioco del bim bum bam (presentato nel video del gattonare) per abituarla a cadere. E’ un ottimo modo di esorcizzare la paura di cadere, tipica di bambini come sua figlia. Solo successivamente proponga a sua figlia i vari giochi specifici per lo stare in piedi senza sostegno e per il camminare in modo che si abitui a camminare con sostegni INSTABILI sviluppando tutto l’equilibrio necessario per camminare senza aiuti e soprattutto SENZA PIÙ’ PAURA DI CADERE. Per lo sviluppo psicomotorio di tua figlia saranno più arricchenti tutti questi giochi che non il farla camminare con il dito…ma mi raccomando tutto deve essere proposto giocando e divertendosi, non come una seduta di fisioterapia. La bambina è ancora molto piccola e comunque precoce rispetto alla maggior parte dei bambini della sua età per cui non c’è motivo di preoccuparsi! E’però importante darle gli strumenti per acquistare fiducia nelle sue possibilità di spostarsi in autonomia e di vedere che può evitare di farsi male anche senza la presenza dell’adulto. Buon proseguimento ma soprattutto buon divertimento!

Mio figlio oggi compie 23 mesi ma non cammina da solo, gattona senza difficoltà e si arrampica ma dimostra di avere tanta paura se non sostenuto.

Innanzitutto vi consiglio (ma presumo lo abbiate già fatto) di confrontarvi con il vostro pediatra per capire che non ci siano delle problematiche fisiche o neurologiche che lo stanno limitando. Escluse quindi queste problematiche vi posso tranquillizzare sul fatto che a volte ci sono bambini (sani) che per paura di farsi male preferiscono spostarsi in sicurezza gattonando piuttosto che rischiare di cadere. Io sono stata una di questi bambini: ho iniziato a camminare a 22 mesi e poi ho scelto di fare scienze motorie! Il problema per questi bambini (anche in futuro) non è dal punto di vista motorio (il gattonare sopperisce pienamente a questa mancanza) ma dal punto di vista emotivo. Se consolidano l’atteggiamento di farsi fermare dalla paura potrebbero venir limitati in molti altri aspetti della vita. Per questo è bene giocare tanto con loro proprio per accompagnarli nell’affrontare ciò che fa più paura, trasformandolo in gioco.  Fondamentale è ad es. Il gioco del bim bum bam in cui, magari sopra al lettone, si spinge il bambino avanti o indietro e lo si fa cadere o in posizione carpini o seduto in modo che possa sperimentare che non gli succede nulla e soprattutto come cadere in sicurezza. Altri giochi utili sono tutti quelli in cui lo si fa camminare con un sostegno INSTABILE in modo che sviluppi maggiormente il suo equilibrio.
Nel video COME AIUTARE TUO FIGLIO A CAMMINARE troverete molti spunti.

Mio figlio ha 1 anno sta nel box dritto e cammina il bordo tenendosi ma non striscia e se deve camminare sta fermo e mi tiene le dita forte. Cosa posso fare

Senz’altro se un bambino è sano e non presenta patologie, prima o poi, anche senza particolari stimoli, imparerà a camminare (magari saltando la fase del gattonare) . Ovviamente ci sono molti giochi e attività specifiche che si possono proporre sia per il raggiungimento di tutte le tappe motorie precedenti sia per favorire il camminare. Il senso di tutte queste proposte non è comunque quello di anticipare i tempi ma quello di favorire maggiormente lo sviluppo motorio del bambino, stimolandone tutte le capacità coordinative che in futuro gli saranno utili per qualsiasi altro sport. È ampiamente dimostrato che ciò che fa la differenza nella realizzazione dei bambini (e anche in futuro) in ogni area della loro personalità (motoria, cognitiva, affettiva…) è la varietà e la ricchezza di stimoli che vengono messi loro a disposizione nei primissimi anni di vita.
Nello specifico le consiglio di vedere bene il video DAL GATTONARE AL CAMMINARE: COME FAVORIRE LO SVILUPPO PSICOMOTORIO E GLI ERRORI DA EVITARE 

Mia figlia ha iniziato a strisciare a sette mesi e mezzo, ora che ne ha nove ha cominciato ad arrampicarsi e stare in piedi appoggiata comunque a qualcosa. Dobbiamo incentivarla a gattonare ancora? Se si come?Non avendo mai gattonato il problema sta nel scendere perché si butta e anche con il gioco del bim bum bam porta le mani avanti e ma non le ginocchia. Abbiamo provato a farla gattonare ma non tiene le braccia tese. Come posso proseguire? Per gattonare non riusciamo a farle fare il soldatino, abbiamo preso un carrellino dove la appoggiamo e un po’ si muove, ma non le piace. Dateci delle dritte per favore.

I bambini che strisciano e che riescono a raggiungere tutto ciò che serve loro (soprattutto la posizione verticale) con questa modalità sono meno motivati a gattonare in quanto sono già autonomi. E’ comunque importante che imparino a spostarsi gattonando soprattutto per evitare di farsi male cadendo … e contemporaneamente è utile iniziare già con la progressione delle attività per favorire sia lo stare in piedi da soli che il camminare … che loro adorano.

  •  Innanzitutto ti consiglio di modificare un po’ il gioco del “bim bum bam”: quando la sbilanci in avanti flettettile tu le gambe in modo che atterri sulle ginocchia, senza necessariamente appoggiare le mani (lo farà lei spontaneamente nel momento in cui impara ad appoggiare le ginocchia). Quando la sbilanci all’indietro tienile le spalle sbilanciate in avanti in modo che atterri con il bacino e non con il capo (ma presumo che questo lo faccia già). 
  • Falle assumere tu, magari sopra ad un tavolo, la posizione carponi e falla dondolare avanti e indietro.
  • Mettile dei giochi davanti, leggermente sollevati, in modo che per prenderli debba staccare una mano alla volta. 
  • Falle fare il gioco della carriola sollevandole il bacino e sbilanciandola in avanti in modo che impari sia a sostenere il proprio corpo (in caso di caduta) con le sue braccia, sia ad avanzare spostando alternativamente le braccia. 
  • Molto utile è anche il gioco della cicogna: mettile un drappo sotto alla pancia e sollevala in modo che possa toccare il pavimento solo con le mani e con le ginocchia e sbilanciala in avanti per raggiungere un gioco che le piace.
  • Falla stare per terra all’aperto, sull’erba: generalmente in questo contesto è molto più difficile strisciare perchè c’è più attrito per cui i bambini sono più incentivati a trovare delle modalità alternative, quali il gattonare. 
  • Un’altra esperienza molto utile, se hai la vasca da bagno, è quella di metterla in posizione prona tenendo l’acqua ad un livello di circa 15 cm. Inevitabilmente l’acqua le solleverà la pancia e per mantenere l’equilibrio dovrà mettersi in posizione carponi. Mettile poi dei giochi interessanti davanti in modo che sia invogliata ad andarli a prendere.

Proponile sempre tutti questi giochi divertendoti con lei, in un momento in cui è di buon umore (non deve avere nè fame nè sonno) e motivala con i giochi che le piacciono di più. Non farti prendere dall’apprensione che impari a strisciare prima di camminare … a livello di sviluppo neurologico e di autonomia lo striscio sopperisce appieno al gattonare. Ev. quando avrà imparato a camminare giocherai con lei ad imitare il cane, il gatto ed il dromedario (facendola avanzare con mani e piedi a terra e con le ginocchia sollevate dal pavimento). Ovviamente queste imitazioni inizierai a farle tu facendole vedere che ti diverti tantissimo … lei non potrà fare a meno che imitarti!

Mio figlio fa fatica a scendere dalla posizione verticale a terra. Vedo che vuole scendere ma è come se non si fidasse e aspetta che qualcuno si avvicini a lui e in quel momento si butta letteralmente. Penso che ha intuito che lo prendiamo e non si farà del male. Come posso fare?

Vi suggerisco di cambiare modi di prenderlo quando si butta in modo da rallentare la caduta ma senza evitarla (eventualmente prendendola sui fianchi e facendo leva affinchè atterri sulle ginocchia o facendola atterrare seduta). Potete provate a mettergli un materassino un po’ più morbido vicino a dove si è arrampicato e giocate a farlo cadere … sotto forma di gioco, non di esercizio. In questo modo è più facile che automatizzi una modalità più adeguata per scendere.

Mia figlia gattona da quando ha 11 mesi, verso i 12 mesi ha iniziato ad alzarsi in piedi e a camminare lungo il muro. Ora ha più 15 mesi ma non riesce a camminare da sola, si sposta camminando solo se le do la mano, altrimenti gattona. Quando inizierà a camminare da sola?

E’ normale, probabilmente sua figlia è molto previdente e preferisce mantenere la strada vecchia piuttosto che rischiare di cadere sperimentandone una nuova! Le consiglio di proporle le varie attività che trova nel video https://www.youtube.com/watch?v=1ajiUa1PuHg , ovviamente giocando e divertendosi!

SONNO, ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO

La mia bambina ha quasi un’anno, la sto ancora addormentando con il seno anche se di pomeriggio e alla mattina si addormenta con il passeggino. Volevo cominciare far così anche alla sera per toglierle il seno, ma poi come faccio ad insegnarle ad addormentarsi sul suo letto? E come faccio nei risvegli notturni?

Se la bambina è già abituata ad addormentarsi con il passeggino il pomeriggio e la sera non dovrebbe avere difficoltà a fare lo stesso passaggio la sera. Poi andrà spostata nel lettino. Nel caso in cui dovesse svegliarsi durante la notte consiglio la procedura che ho indicato nel video NOTTI INQUIETE: AIUTA TUO FIGLIO A DORMIRE MEGLIO E A SVEGLIARSI DI MENO.  Vi consiglio comunque di non avere fretta nè di toglierle totalmente il seno (eventualmente lasciandole la possibilità di attaccarsi in un momento della giornata diverso dall’addormentamento) nè che si addormenti da sola la sera. Vivete l’addormentamento come un momento di coccole per concludere la giornata assieme, soprattutto se avete ripreso il lavoro durante il giorno. Senz’altro è importante gestire bene i risvegli notturni per permettere a lei e a voi di migliorare la qualità del sonno durante la notte!

Il mio bambino dorme solo in braccio o nel marsupio, appena provo a metterlo giù si sveglia o dura pochi minuti. Come posso fare?

In questi casi, che sono molto frequenti nei bambini piccoli, io suggerisco di addormentarlo direttamente nella carrozzina o nel passeggino reclinato o nella navicella in modo da non fargli sentire un cambio di posizione nel momento in cui si addormenta. Questi strumenti sono molto comodi perché quando il bambino ha una fase di sonno leggero ed inizia a muoversi, dondolandolo un pochino nella maggior parte dei casi si riaddormenta. Con la navicella si riescono a portare avanti anche dei lavori domestici o se ci si siede ad es. sul divano, ci si può leggere un libro o anche lavorare al computer … oscillando ogni tanto le gambe. Con la carrozzina se si fanno dei lavori da sedute la si può dondolare ogni tanto anche usando semplicemente la propria gamba!

Le prime volte, se è abituato ad addormentarsi in braccio, impiegherà un po’di più tempo (vi consiglio di approfittarne per fare una passeggiata all’aperto) ma poi impiegherà lo stesso tempo di quando lo tenevate in braccio.

Il mio bambino di addormenta solo al seno. Come posso fare per abituarlo a riaddormentarsi in altro modo?

Ogni cambio di abitudine scatenerà delle proteste da parte del bambino … ma con la costanza ogni abitudine può essere cambiata. Cercate una posizione che possa venir adottata anche da altre persone e nei diversi momenti della giornata. La modalità più semplice è quella di utilizzare degli attrezzi che cullino il bambino, come la carrozzina o la navicella (il dondolio favorisce il sonno). L’altra alternativa è addormentare il bambino in braccio ma questo comporta 2 problemi:
1. quando il bimbo sente il profumo della mamma in automatico le chiederà il seno;
2. se lo addormenta un’altra persona si abituerà a questa (tipo il papà) ma avrà difficoltà ad adattarsi ad altre persone (ricordate che il bambino è un abitudinario).

Se non volete usare carrozzine o navicelle esiste una via di mezzo: se avete una seconda persona spesso disponibile a darvi una mano (tipo il papà) voi mamme continuate ad addormentarlo al seno e la seconda persona lo abitua ad addormentarlo in braccio. Anche queste due cose sono compatibili!

Di notte il bambino si sveglia spesso e cerca il seno per nutrirsi. E’ normale? Non riesco a dormire a sufficienza a causa delle posizioni che devo mantenere per il continuo allattamento, come posso fare?

Fino a che non si inizia lo svezzamento è fisiologico che un bambino quando si sveglia, soprattutto di notte, richieda il seno per riaddormentarsi ed è importante assecondare questa sua richiesta per un problema di metabolismo del bambino. Bisogna andare alla ricerca di posizioni che permettano alla mamma di dormire anche quando allatta, rimanendo sdraiata con il supporto di cuscini che da una parte sostengano la schiena della mamma e dall’altra il bimbo, in modo da non dover fare sforzi per tenerlo attaccato al proprio corpo. Se proprio non ci si riesce dopo averlo allattato bisognerà addormentarlo con una strategia diversa dal seno come quelle viste sopra. Vi consiglio di vedere il video NOTTI INQUIETE: AIUTA TUO FIGLIO A DORMIRE MEGLIO E A SVEGLIARSI DI MENO per maggiori dettagli. 

Posso solo chiedere quale posizione posso tenere in braccio per fare addormentare la mia bimba? Se non la cullo in braccio non dorme. Ho visto diverse posizioni nel video “Le vostre braccia la sua palestra… come tenere in braccio il neonato e come scegliere i mezzi di trasporto più adeguati” e mi chiedevo quale potesse andar bene per farla rilassare.

La posizione ideale è quella che piace di più alla bambina e con la quale si addormenta più velocemente. Generalmente se un bambino è vivace e ha bisogno di essere rilassato “attivamente” per essere addormentato sono più efficaci le posizioni in cui il genitore cammina e lo culla ma ci sono bambini che si addormentano anche rimanendo semplicemente a contatto con il corpo della mamma, anche se rimane seduta o sdraiata. I bambini sono abitudinari per cui sarebbe importante utilizzare la stessa strategia ogni volta che li si addormenta. Altra considerazione importante è rivolta ai genitori di bambini che si svegliano nel momento in cui un volta addormentati appena si prova a riporli sulla carrozzina, sul passeggino o sulla culla. In questo caso ci sono due alternative: se la mamma può riposare anche lei fin che il bambino dorme (e questo non la innervosisce) non c’è nulla di male nel dormire assieme al bimbo, l’importante è trovare una posizione comoda per entrambi. Se invece la mamma ha la necessità di portare a termine altri lavori è importante abituare il bambino ad addormentarsi direttamente sulla carrozzina, sul passeggino o sulla navicella che potete tenere a tracolla,(comunque su qualcosa che possa venir cullato) come si vede nel video dei mezzi di trasporto. Se un bambino ha il sonno leggero e tende a svegliarsi spesso basterà dondolarlo un po’ per farlo ritornare nella fase di sonno profondo. L’alternativa, per chi non è d’accordo con il cullare il bimbo, è gestire poi, in braccio, un bimbo che non ha dormito a sufficienza ed è inquieto. Non preoccupatevi che crescendo farete sempre a tempo a togliergli questa abitudine, per il momento io suggerisco di rispettare i suoi bisogni.

Buongiorno, vorrei chiedere informazione sul come smettere di allattare di notte visto che ho i turni del lavoro. Mia figlia ha 10 mesi.

La strategia per smettere di allattare di notte è la stessa che si usa per insegnare ai bambini a dormire tutta la notte. La trova indicata nel video https://www.bambinipiu.it/notti-inquiete-aiuta-tuo-figlio-a-dormire-meglio-e-a-svegliarsi-di-meno/ . L’ideale è che comunque la sera la bambina sia già abituata ad assumere cibi diversi, oltre al latte materno!

Vorrei sapere come gestire al meglio l'allattamento al seno: è bene concedere il seno quando il bambino lo richiede durante la giornata? Come gestire i risvegli notturni? Grazie mille

Nei primi mesi di vita io consiglio di gestire l’allattamento facendo riferimento a ciò che farebbe una mamma gatto o una mamma cane … senza orologi, con la massima disponibiità ma allo stesso tempo staccando i cuccioli quando si sente la necessità di sgranchirsi le gambe, di andare in bagno, di farsi una doccia… La tematica dell’allattamento è comunque complessa, le consiglio la visione del video https://www.bambinipiu.it/allattamento-come-quando-quanto-e-perche-allattare/ o la lettura del libro l’Arte dell’allattamento materno della lega latte. 

Le consulenti della lega del latte sono molto preparate e forniscono un ottimo servizio di consulenza gratuita alle mamme che ne hanno bisogno. Consiglio a tutte, in caso di dubbio o se si dovesse presentare qualche problema, di consultarle!

Volevo tra poco iniziare con autosvezzamento ma non stando seduto è un po’ scomodo. Come posso fare?

Idealmente, seguendo la logica della natura, sarebbe bene che un bambino iniziasse lo svezzamento quando è in grado di spostarsi da solo per raggiungere del cibo e quando riesce a mettersi a sedere da solo con la schiena ben dritta. Questo perché per  digerire bene il cibo solido l’apparato digerente dovrebbe essere ben in allineamento.

Come spiegato nel video LO SVEZZAMENTO (disponibile all’interno del pacchetto PRIMI SORRISI, PRIME SCOPERTE) l’ideale sarebbe INIZIARE QUANDO IL BAMBINO:

  • Dà chiari segnali di interesse verso il cibo dei genitori;
  • Sta seduto da solo e si sposta autonomamente;
  • Ha perso il riflesso di estrusione;
  • Riesce ad afferrare un oggetto e metterlo in bocca;
  • Tende a “masticare” quando porta alla bocca qualcosa di duro;
  • È in grado di farci capire quando non desidera mangiare.

Se manca uno di questi requisiti significa che il bambino non è del tutto pronto per lo svezzamento. Quindi se c’è la possibilità meglio ritardare l’inizio dello svezzamento, se invece si deve riprendere il lavoro e non si hanno alternative si può iniziare ma con molta cautela dai cibi più digeribili tenendo il bambino in braccio.

Per quanto riguarda lo svezzamento non ho capito se, con dalle prime pappe è bene lasciare che il bimbo utilizzi le mani e che comunque faccia da solo ( mi sembra difficile e di improbabile riuscita) oppure imboccarlo col cucchiaino.

E’ importante usare entrambi gli strumenti: da una parte il genitore lo imbocca con il cucchiaino e dall’altra si lascia libertà al bambino di toccare il cibo con le mani e di portarlo alla bocca! E’ importante utilizzare un bavaglino bello grande ed eventualmente mettere per terra un telo in modo da non doversi preoccupare del fatto che il bambino si sporchi e che sporchi per terra!

Mia figlia ha 9 mesi e mezzo e non mangia le pappe. Vi è ma successo?

Sì, può succedere soprattutto con i bimbi che hanno iniziato tardi la dentizione. 

Salve, il mio bambino di 5 mesi si addormenta sempre al seno. Raramente si addormenta lontano dalla poppata…. È un problema?

La maggior parte dei bimbi allattati al seno si addormenta così! Eventualmente può essere un problema per la mamma se ha bisogno di assentarsi spesso ma per il bambino è la cosa più naturale che esista. Se più avanti dovesse diventare un problema può sempre scegliere un’altra opzione (addormentandolo in braccio, cullandolo con il passeggino…con una modalità che possa venir gestita anche da altri familiari). I bambini sono abitudinari, la parte più difficile è cambiare abitudine ma una volta accettata si adeguano.

SVILUPPO PSICOMOTORIO BAMBINI DAI 18 AI 36 MESI

Nei video spieghi che per i bambini è molto importante e fisiologico il movimento ma mi accorgo che mio figlio non sente quasi mai la necessità di scatenarsi, di correre. sembra essere un bambino molto attento, prudente e spesso anche pieno di paure.. Devo preoccuparmi? Come posso fare per aiutarlo?

Ogni bambino è diverso dall’altro, ci sono bambini più vivaci e che più necessitano di attività fisica e bambini più riflessivi e maggiormente attratti da attività mentali. E’ però importante che entrambe le tipologie facciano esperienza quotidiana di tutti i tipi di attività in quanto è bene che entrambi gli aspetti vengano ben nutriti, non solo da bambini ma anche da adulti in quanto rappresentano le basi di un buon inserimento sociale e di una buona salute fisica. Un bambino che a scuola dell’infanzia si sente a disagio nei giochi di gruppo perché non è abituato a giocare con il pallone, a correre e a saltare, si sentirà spesso escluso anche in altre attività. Viceversa un bambino non abituato a giochi di concentrazione e di ragionamento potrebbe trovare delle difficoltà in questo tipo di attività proposte dalle insegnanti.
Nel caso di suo figlio la invito, anche se suo figlio non lo richiede, di fare più attività all’aperto, di portarlo spesso al parcogiochi, di fargli sperimentare, con gradualità e con la vostra assistenza, proprio le cose che gli fanno paura, incoraggiandolo e coinvolgendolo con storie fantastiche. Vedrete come, una volta superata la paura (ad es. di uno scivolo) vi chiederà di ripetere proprio quel tipo di gioco! Non tutti i bambini devono diventare campioni di sport ma è bene che tutti provino piacere e divertimento nel far movimento…e questo dipende dalle opportunità che noi genitori daremo loro.

Una mia amica con bambino di 2 anni mi ha detto che il bambino ha provato la bici senza pedali, ma poi non era capace a pedalare, anche se aveva provato il triciclo. Cosa fare?

Nella seconda parte del video dedicato all’utilizzo della bici, sono indicate tutte le tappe da seguire. Mantenere l’equilibrio e allo stesso tempo pedalare non è così semplice (anche se il bambino sa usare la balancebike ed il triciclo)… richiede del tempo di sperimentazione, spazi adeguati e un minimo di assistenza.

Ho provato a togliere i rotini ad una sua bici e non ne ha voluto sapere più nulla.. come fare per fargli prendere confidenza ?

Sto preparando un video anche su come utilizzare la bicicletta, nel frattempo ti anticipo che la cosa ideale sarebbe stata non aver mai fatto conoscere al bambino la bicicletta con le rotelline di supporto! La procedura più utile, non solo per insegnare al bambino ad andare in bicicletta senza supporti, ma soprattutto per sviluppare meglio l’equilibrio e la coordinazione generale fin da piccolo, sarebbe stata:

  1. Imparare a pedalare con un mezzo diverso dalla bicicletta: il classico triciclo va benissimo, oppure giochini tipo il trattore con i pedali. L’importante è che sia un mezzo che il bambino non associa alla bicicletta;
  2. Utilizzare fin dai 18 mesi la bicicletta senza pedali;
  3. Passare poi alla bicicletta classica (fondamentale è che non abbia lo scatto fisso) da usare inizialmente senza i pedali, come la precedente. Nel momento in cui si vede che il bambino si sposta con sicurezza e con un buon equilibrio si inseriscono i pedali e si lascia che ogni tanto il bambino utilizzi spontaneamente, per brevi tratti, i pedali … ma senza aiuti da parte del genitore. Il problema è che ci sono pochissime biciclette con queste caratteristiche con la sella abbastanza bassa che permetta al bambino di riuscire a toccare con i piedi per terra.

Se ormai ha già fatto conoscere la bicicletta classica con le rotelline le consiglio di toglierle definitivamente e di iniziare a fargliela usare su una strada (meglio su sabbia battuta e non su asfalto) in leggera pendenza aiutando il bambino a mantenere l’equilibrio, sostenendolo sotto alla sella. Ogni tanto se si vede che mantiene per un po’l’equilibrio si toglie il sostegno. Il problema che incontrerete è che i bambini abituati ad andare in bicicletta da soli, con le rotelline, senza nessun problema di equilibrio, si arrabbiano nel momento in cui vedono che di punto in bianco non stanno più in equilibrio e hanno bisogno dell’adulto! Questo problema non si riscontra con i bimbi che non l’hanno mai conosciuta. E’necessario avere molta pazienza, spiegare al bimbo che ora è grande e che può farcela anche senza le rotelline e soprattutto fargli utilizzare la bicicletta pochi minuti al giorno ma possibilmente tutti i giorni, in modo che lo sforzo sia tollerabile e che la costanza gli permetta di sviluppare in fretta il nuovo equilibrio.

Ritengo molto interessante il video sull'avviamento alla bicicletta, volevo avere una vostra opinione sul modello BAMMAX per un bambino di 15 mesi... favorisce l’equilibrio o no?Non so con quale modello partire

Per un bambino di 15 mesi, a mio parere, è di poco stimolo ma bisogna sempre vedere il livello motorio del bambino. Può essere un attrezzo utile per bambini che gattonano e che stanno iniziando a camminare da soli, più per favorire l’equilibrio verticale e l’alternanza dell’appoggio dei piedi a terra che l’equilibrio tipico della bicicletta. Magari gli può essere utile ancora per qualche mese ma poi vi consiglio di passare alla classica balance bike.

E' possibile avere info su come aiutare i bimbi ad avere coraggio in acqua alta? Ho una bimba di 4 anni a cui ho fatto fare dei corsi di nuoto fino ai 3 anni dopo di che mi sono dovuto fermare in quanto l'istruttrice me l'ha terrorizzata spingendola giù da uno scivolo contro la sua volontà ed ora in acqua alta lei è terrorizzata.intanto grazie per la disponibilità

Far superare la paura dell’acqua ad un bambino richiede tempo e soprattutto continuità (almeno una volta la settimana). L’ideale è cercare un corso adatto nella sua zona, possibilmente che permetta la presenza del genitore in acqua. Se ciò non è possibile può portarlo regolarmente in acqua un genitore negli orari di nuoto libero, meglio se facendo venire anche un’amichetta/o della bimba. La bambina deve percepire l’attività in acqua come un momento piacevole di gioco e di coccole…senza aspettative. Lasciate che sia lei a decidere quando entrare, quando se la sente. Inizialmente può essere utile lasciarla a bordo vasca mentre il genitore entra facendole vedere che si diverte con i giochi in acqua, senza imporle di entrare. Per le progressioni didattiche, i giochi e i materiali di sostegno da utilizzare vi consiglio la visione del vol.3 https://www.bambinipiu.it/crescinacqua-con-me-da-0-3-anni-vol-3/ del “metodo Crescinacqua”. Vi invito inoltre a leggere gli articoli che abbiamo pubblicato sul nostro blog https://www.bimbipiu.it/blog/ 

CARATTERE E ABITUDINI DEL BAMBINO

Grazie al percorso “Primi Sorrisi, Prime Scoperte” mia figlia a 9 mesi e una settimana ha iniziato a camminare. Ora ha 13 mesi e rispetto ai suoi coetanei ha una spiccata abilità motoria. Ho grosse difficoltà a gestirla nel senso che si arrampica ovunque: sedie, poltrone, passeggino… e anche al parco corre su tutte le giostrine senza il minimo senso del pericolo! Fa gli scalini in salita e in discesa da in piedi ed io ho paura… come posso aiutarla a capire che rischia di farsi male? In casa ho messo tanti cancelletti e delle rampe ma fuori non posso rischiare di distrarmi un attimo…

Complimenti per la bimba, senz’altro ha avuto un ambiente stimolante che le ha permesso di esprimersi appena pronta! Per quanto riguarda la sicurezza, con il fatto che vostra figlia ha iniziato a muoversi presto da sola, avete dovuto affrontare subito il problema ma vi assicuro che tutti i bambini, anche quelli che iniziano tardi a muoversi, richiedono di essere guardati a vista perchè altrimenti rischiano di mettersi nei guai! Sono rari i bambini che fin da piccoli sono previdenti e generalmente questa capacità di prevedere la possibilità di farsi male spesso li limita tantissimo nell’osare a sperimentare tante cose. Spesso si fanno bloccare dalla paura, anche in situazioni non pericolose.  Ciò che sviluppa la consapevolezza del pericolo è sia l’esperienza pratica (si deve permettere loro di fare di piccoli incidenti ma evitando che si facciano troppo male, facendo quindi sempre assistenza parziale) sia la maturazione che si acquisisce con l’età. Fino a quel momento vanno benissimo tutti gli espedienti (cancelletti, protezioni…) come già state facendo voi! Buon proseguimento!

Mio figlio ha appena 8 mesi, striscia indietro e inizia a mettersi su 4 zampe. Prende gli oggetti e li passa da una mano all’altra, batte le manine appena cantiamo… Volevo chiedere un consiglio: il bambino mette tutto in bocca, appena prende qualcosa dopo pochi secondi lo porta in bocca. Va bene cosi o posso già fargli capire in qualche modo che non si fa? Grazie mille.

Il portare tutti gli oggetti alla bocca è un comportamento del tutto naturale che riguarda tutti i bambini fino a circa i 18 mesi di età. Freud ha denominato questo periodo come FASE ORALE e rappresenta la prima fase dello sviluppo psicosessuale infantile. Il bambino prova un gran piacere nel portare tutto alla bocca e attraverso questa azione lui conosce gli oggetti e si relaziona con il mondo esterno. La durata della fase orale è variabile e strettamente dipendente dalla modalità e durata dell’allattamento. Più un bambino ha la possibilità di trascorrere molto tempo attaccato al seno materno (e non solo prima dello svezzamento) e meno bisogno avrà di continuare a mettere tutto in bocca. Questo bisogno accresce nel periodo della dentizione, quando qualche nuovo dentino spinge per uscire. Utilissimi in questo periodo sono i giochini morbidi, da masticare, che stimolano le gengive. Possono venir messi anche in frigo per dare maggior sollievo al bambino.
Nei primi 2 anni di vita del bambino è importante mettere a disposizione solo giochi che possa anche mettere in bocca (senza frenare quindi questo bisogno).
E’ comunque importante, dopo l’anno, iniziare a fargli capire che non tutto si può mettere in bocca, pur sapendo però che continuerà ad avere la tentazione di farlo ancora per un po’. Almeno fino ai 3 anni è importante controllare che non abbia a sua portata materiale con diametro inferiore ai 3 cm o che si possa scomporre in pezzi piccoli, proprio perchè è sempre a rischio soffocamento.

Sono preoccupata perché ho anche notato che mia figlia di 13 mesi utilizza principalmente la mano sinistra, L’ ho fatto presente alla pediatra che mi ha detto di incrementare l’uso della mano sinistra porgendo le gli oggetti in quella direzione, cosa che già faccio, ma comunque predilige l’uso della mano destra.

La predominanza dell’uso della mano sx rientra nella normalità … i bambini fin che sono piccoli usano per qualche mese la predominanza di una mano (generalmente i destrimani iniziano usando prevalentemente la mano sx) e dopo qualche mese la invertono. E’ comunque corretto invitarli ad usarle entrambe quando se ne ha la possibilità.

Vorrei un consiglio su come fare il bagnetto a mio mio figlio perché da quando è nato e sempre stato per lui un incubo e di conseguenza lo è anche per me. Non è per niente rilassante, non è un momento di gioco. E solamente un momento di stress per me e di paura e pianto per lui. Adesso ha 6 mesi e mezzo quasi 7. Devo lavarlo a pezzi per non farlo piangere. Ogni volta che provo a metterlo dentro la sua vasca inizia a piangere già appena lo inizio a spogliare e altre molte volte piange invece appena è a contatto con l’acqua. Cosa potrei fare? Già ho ascoltato vari consigli sul controllare la temperatura dell’acqua e dell’ambiente e fare in modo che tutto sia un gioco (quindi non vi dico il bagno cosa diventa) ma niente. Cosa posso fare? Grazie mille

Innanzitutto, se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di guardarti il video a questo link https://www.bimbipiu.it/consigli-e-suggerimenti-per-affrontare-il-primo-bagnetto-e-il-primo-tuffo-in-acqua/
Senz’altro c’è stato un imprinting negativo, lui ha associato il bagnetto ad un forte disagio, vissuto magari nei primi giorni dopo la nascita, ed ora ne conserva inconsciamente il ricordo.
Ti consiglio di iniziare dal sospendere completamente ogni tipo di bagnetto e di limitarti a lavarlo a pezzi, velocemente, magari usando una spugna ed evitando di metterlo direttamente sotto l’acqua corrente se non la accetta direttamente (come presumo stai già facendo).
Se hai una vasca da bagno per un periodo usala tu tenendo il bambino all’esterno, vestito, con qualcuno che lo controlla. Entra in acqua e fagli vedere che ti diverti.
Usa i suoi giochi preferiti, canta, fai travasi … lascia che ti guardi e rassicuralo che lui rimarrà fuori. Meglio ancora se metti della musica rilassante o della musica per bambini che piace a lui.
Se non hai la vasca da bagno prendi una vaschetta, come quella blu che hai visto nel video. Riempila d’acqua e metti dentro giochini interessanti. Lui lascialo sempre vestito. Metti un tappettino a lato della vaschetta ( tienilo seduto ma non troppo vicino) ed inizia tu a giocare con l’acqua, sempre con esclamazioni di piacere e di divertimento, come per la vasca grande. Non chiedere mai al bambino di avvicinarsi e lascia che giochi fuori con qualche altro gioco.
Va benissimo, come avvicinamento all’acqua se ha già iniziato a mettersi in piedi, lasciare che stia vicino al bidé con l’acqua che scorre con dei giochini, lasciandogli toccare l’acqua se lo desidera, ma senza chiederglielo.
Se lui comincia ad interessarsi ai giochi in acqua lascia che li tocchi ma non proporgli di entrare. Quando vedi che  da fuori inizia a divertirsi, giocando con l’acqua, devono passare almeno tre settimane prima di proporgli di entrare a giocare…l’ideale sarebbe che tu avessi la vasca da bagno e lo facessi entrare con te (ma dopo almeno 21 giorni da quando si diverte stando fuori, mi raccomando…questo è il tempo minimo che il cervello impiega per iniziare a cambiare le proprie “impressioni”).
Una volta che accetta di entrare in acqua fallo giocare liberamente (facendo la massima attenzione che per sbaglio non scivoli), solo con l’acqua e non usare mai, per almeno 2-3 mesi, questo momento per lavarlo. Tieni separate le due cose.
Ci vuole tanta pazienza ma se non si hanno aspettative nessun bambino riesce a resistere a giocare con l’acqua.
Se poi ne hai l’occasione partecipa con lui ad un corso in piscina ma mi raccomando leggiti l’articolo su come scegliere quello giusto https://www.bimbipiu.it/come-scegliere-un-corso-di-nuoto-bimbi-da-0-a-3-anni/ perchè, se non ci sono insegnanti competenti, potresti rischiare di fare peggio!

Ho un bambino di un mese che interagisce tantissimo, però e sempre nervoso,non sorride mai e piange sempre,eppure lo coccolo sempre, lo bacio, gli parlo ecc… Come potrei gestire al meglio questa cosa?

Ogni bambino ha il suo carattere! Ci sono bambini che fin da piccoli sono estroversi, sorridenti e prevalentemente di buon umore e altri che invece per indole sono più introversi e seri … e lo saranno anche quando crescono! L’indole dei bambini va rispettata e accettata. A volte, soprattutto se i genitori non pretendono di cambiarli, sdrammatizzano e non fanno pesare questo atteggiamento di chiusura, può essere che crescendo si aprano e diventino un po’ più sorridenti.
E’ però importante capire se il bambino non è in grado di sorridere, se non l’ha mai fatto, o se semplicemente sorride raramente. Nel primo caso è importante parlarne con il pediatra perchè è una tappa che dovrebbe essere raggiunta attorno al primo mese.
Sempre a questa età è possibile che il bambino sia nervoso e pianga spesso perchè è disturbato da problemi digestivi, perchè ha difficoltà a scaricare o semplicemente perchè non riesce a dormire bene. Sarebbe utile verificare se non tollera qualche cibo, che magari mangia la mamma (in tal caso possono essere di aiuto i test kinesiologici) e sospenderli per un periodo. In ogni caso questi bambini trovano un po’ di sollievo nel venir molto cullati, anche quando dormono, e nel far lunghe passeggiate, meglio su strade non asfaltate. Questo li aiuta sia a rilassarsi e a dormire meglio, sia a migliorare la digestione.

Il mio bambino non si impone, non manifesta una sua personalità diversa dalla mia anche se è nella fascia d’età considerata “dell’io e del no”. Come mai? Mi devo preoccupare?

Ogni bambino ha un diverso modo e diversi tempi di manifestare la propria personalità. Ci sono bambini che già a prima dell’anno fanno storie per essere cambiati, vestiti, per sedersi sul seggiolone… e bambini che iniziano ad opporsi e ad imporsi (e magari in modo non eclatante) solo dopo i 2 anni. Spesso inoltre molto dipende anche da come gli adulti si rapportano con lui. Se ad esempio i genitori sono molto permissivi non ha molte occasioni per andare in opposizione, viceversa se sono troppo autoritari può succedere che rinunci. L’opposizione non è l’unico modo che un bambino ha di esprimere la propria personalità. Ci sono bambini di natura più tolleranti (ai quali magari spesso i genitori durante la giornata lasciano spazio di esprimere la loro facoltà di scelta) e che preferiscono non sprecare energia mettendo in discussione la parola dell’adulto ma che trovano comunque il modo di fare quello che desiderano e di raggiungere ciò che vogliono (aspettando magari il momento più opportuno)! Questi bambini non si possono assolutamente definire meno svegli degli altri, anzi! Se poi invece un bambino ha un atteggiamento costantemente passivo, anche a livello motorio, non manifesta mai ciò che desidera e subisce qualsiasi comportamento anche dei coetanei (se gli portano via i giochi, se lo pizzicano…) allora consiglio di confrontarsi con il proprio pediatra.

Il mio bambino prende il ciuccio e vorrei iniziare a eliminarlo.. avresti qualche consiglio utile e non traumatico?

E’ inevitabile, e sano, che quando cerchiamo di cambiare un’abitudine a nostro figlio lui reclami, in modo più o meno ecclatante! Quindi un modo completamente indolore per togliere il ciuccio ad un bambino non c’è. Quando un bambino mangia, viene allattato o usa il ciuccio vengono stimolati, tramite la pressione della parte superiore del palato, gli ormoni del piacere per cui è normale che il bambino ne senta la mancanza. Per rendere più sopportabile il disagio di questa fase sarebbe utile aumentare le attività che lo aiutano a drenare lo stress emotivo (attività all’aperto, parco giochi, coccole, dedicargli più attenzioni con giochi da fare assieme…) e se possibile fare in modo che la perdita del ciuccio avvenga come conseguenza di un’azione del bambino (come ad es. lanciare il ciuccio ad un cane che se lo prende, buttare il ciuccio dentro al bidone delle immondizie, dentro al water o perderlo nella sabbia del mare…). I bambini accettano molto di più i disagi creati dalle loro azioni che quelli imposti da un adulto.

I NOSTRI PERCORSI ONLINE

Ho scoperto troppo tardi questo suo progetto, ho acquistato oggi il programma Primi Sorrisi e Scoperte (0-9 mesi) ma volevo chiederle un informazione ora che mio figlio ha 6 mesi e mezzo. Volevo chiedere se i metodi che via via andrò ad approfondire sono comunque efficaci oppure ormai è troppo tardi?

I bambini, più piccoli sono, e più hanno la capacità di far tesoro e di recuperare esperienze non fatte nei periodi precedenti. Suo figlio è ancora molto piccolo per cui non si faccia prendere dall’ansia dei risultati ma semplicemente cerchi di proporgli (giocando e divertendosi con lui) le varie attività con la consapevolezza che ci vorrà semplicemente più tempo per raggiungere le varie tappe. Ciò che è più importante per lo sviluppo del bambino non è tanto l’età in cui le raggiungerà ma il percorso che sperimenterà per raggiungerle! E’ soprattutto la ricchezza di esperienze che farà la differenza! Buon proseguimento

Ho 2 bambine, una di 2 anni e una di 2 mesi mi può consigliare su come fare interagire le mie figlie quando sono a casa sola con loro...

Per l’interazione delle 2 bimbe io le consiglio di dare priorità ai giochi e alle attività da fare con la bambina di 2 anni tenendo semplicemente vicino la bimba più piccola (alternando le prese e le posizioni che trova all’interno del percorso Primi Sorrisi). La piccola sarà comunque molto stimolata semplicemente stando vicino alla sorellina più grande mentre la prima è quella che ha più bisogno di attenzioni e soprattutto di attività specifica per la sua età. Le consiglio inoltre, se non lo sta già facendo, di metterle a disposizione un bambolotto in modo che possa fargli tutto quello che vede fare a lei con la sorellina (cambiarlo, lavarlo, cullarlo con la carrozzina…) lasciandole interpretare il ruolo di piccola mamma! 

Tutti gli aiuti e stimoli che gli stiamo dando potranno essere stati vani una volta che entrerà alla scuola dell’infanzia dove viene adottano un altro metodo e in cui sicuramente il bambino sarà a contatto con bambini che non hanno ricevuto questi stessi aiuti?

I programmi che trovate all’interno dei vari percorsi hanno come obiettivo quello di favorire nel bambino la capacità di adeguarsi al meglio all’ambiente, cogliendone velocemente tutte le informazioni che potrebbero essergli utili in seguito, per poterle poi utilizzare per rispondere efficacemente e autonomamente alle varie richieste ambientali. Capacità che prende il nome di INTELLIGENZA … ovviamente rapportata alle diverse aree di attività (cognitiva, motoria, musicale, sociale…). Pertanto non ha importanza se a scuola verranno utilizzati metodi diversi (già all’interno dei nostri programmi continuiamo ad adottare varie modalità) o se i bambini con cui giocherà verranno da esperienze diverse … lui avrà più strumenti per ambientarsi e relazionarsi al meglio. Sono trent’anni che proponiamo queste attività a gruppi di genitori e bimbi nel nostro territorio (con incontri dal vivo) . I genitori ci riferiscono che continuano a ricevere complimenti da parte delle insegnanti (già dalla scuola dell’infanzia) in quanto si nota che i bambini hanno una marcia in più. Ti invitiamo, se non l’hai già fatto, a guardare il video gratuito “E TU STAI FAVORENDO O LIMITANDO IL SUO POTENZIALE” (disponibile gratuitamente al link https://www.bambinipiu.it/stai-limitando-tuo-figlio/ ) dove trattiamo anche questo argomento.

Il suo corso è molto bello, per fortuna che l’ho conosciuto adesso che il mio bambino ha 2 mesi e tra poco 3 mesi, la ringrazio delle informazioni che condivide, e di aver creato un corso di grande valore, non vedo l’ora di finirlo per applicare tutto con il mio bambino. Confesso appena ho comprato il corso mi sono fatto prendere dall’ansia come se stessi perdendo tempo prezioso, e adesso sto ascoltando il suo corso con calma per capire meglio e per preparare per lui l’ambiente più stimolante.

La ringrazio per la sua testimonianza! Capisco che all’inizio è facile farsi prendere dall’ansia di non fare abbastanza o di non fare nel modo giusto. Io suggerisco ai genitori di apprezzare ogni cosa, anche minima, si riesca a proporre al proprio figlio, come qualcosa in più che lo favorirà nella crescita ma con la consapevolezza che sarebbe cresciuto comunque anche senza (come la maggior parte degli altri bambini). Invece di portare l’attenzione a ciò che non si è fatto e molto meglio portarla a ciò che si riesce a fare…in più rispetto alle conoscenze precedenti. L’obiettivo di ogni genitore non dovrebbe essere quello di fare tutto al meglio ma quello di FARE IL MEGLIO CHE SI PUÒ’ in base alle competenze del momento presente, al tempo, alle proprie energie a alle risorse disponibili! Buon proseguimento!

Cosa sono i giochi strutturati?

Per giochi strutturati intendiamo quei giochi che richiedono regole precise, come ad es. i memory, la tombola, giochi con i numeri … Li differenziamo dai giochi liberi che il bambino può usare a suo piacimento senza necessariamente la guida di un adulto.

Cosa accade se un bimbo gioca con giochi strutturati in modo libero senza guida e a suo piacimento?

Molto dipende dall’età del bambino, più è piccolo e meno ha bisogno di giochi strutturati. Man mano che cresce però, per sviluppare le capacità attentive e di concentrazione, così come quelle di memoria, di riconoscimento, di associazione… ha bisogno di qualche momento in cui si interagisce con lui attivamente con giochi più impegnativi che richiedono l’interazione dell’adulto. I bambini che nei primi 3 anni non hanno la possibilità di venir coinvolti con queste attività sviluppano meno queste abilità e potrebbero manifestare delle difficoltà fin dai primi anni della scuola dell’infanzia. Molte volte comunque i genitori stimolano spontaneamente i loro bimbi con giochi strutturati anche se non ne sono consapevoli che facciano parte di questa categoria!

Mi può scrivere i maggiori riferimenti pedagogici ai quali il vostro progetto si ispira?

Io personalmente, a livello universitario, ho frequentato l’istituto superiore di ed. Fisica di Padova (attuale scienze motorie) per cui ho studiato basi di psicologia, pedagogia e psicomtricità con gli autori classici (Piaget, Freud, Renè Spitz, Vygotskij, l’Aucouturier). Ho poi fatto ricerche su autori attuali per lo sviluppo delle potenzialità, come ad es il metodo Doman. Ho tratto comunque molti spunti da studi attuali sulle neuroscienze e da corsi di crescita personale.

Ci sono sedi in cui fate queste attività dal vivo?

Organizziamo i corsi presso il Centro Acqua a Romano d’Ezzelino (VI). Al momento non abbiamo intenzione di attivare corsi dal vivo presso altre città in quanto non è facile trovare del personale specializzato in questo settore per cui preferiamo trasmettere le nostre competenze con i corsi online.
Per i corsi in acqua consigliamo di cliccare qui

Fate consulenze private?

Al momento non facciamo consulenze private.

Guardando i vostri video mi chiedo perché mio figlio non faccia tutte queste cose e sento una sensazione di ansia

La maggior parte delle cose che i bambini fanno dipendono dagli stimoli ambientali ricevuti. I nostri video non hanno lo scopo di dare dei riferimenti sui risultati che i bambini devono raggiungere in determinate età ma quello di condividere e di mettere a disposizione giochi e  attività che, se proposti nei primi anni di vita,  permettono ai bambini di esprimere al meglio le loro potenzialità e ne facilitano gli apprendimenti scolastici e sportivi nelle età successive. Quindi le suggerisco di vedere i video con la curiosità di chi cerca giochi interessanti e nuove idee per passare del tempo con i propri figli, apprezzando poi i progressi che fanno proprio grazie ai giochi fatti assieme, indipendentemente dall’età. Ogni genitore, con i propri figli, dovrebbe fare il meglio che può in base al tempo e alle competenze che in quel momento ha a disposizione. Il senso di colpa, la paura di non aver fatto abbastanza, il giocare con i propri figli con l’ansia dei risultati e non per il piacere di giocare rischia di limitare anzichè favorire lo sviluppo del bambino. Inizi ad apprezzare ed essere grata a se stessa per ogni nuova idea e stimolo che può offrire al suo bambino, si diverta a giocare con lui e vedrà che l’ansia si trasformerà in SODDISFAZIONE!

BAMBINI E ANIMALI

Quanti mesi o anni è meglio aspettare per far giocare i bambini con gli animali domestici?

Se a casa avete degli animali domestici potrete farli conoscere ai vostri bimbi fin da subito, ovviamente con modalità diverse a seconda dell’età del bambino e del tipo di animale. Nei primi mesi glielo farete osservare e toccare per stimolarlo a livello sensoriale, dai 3-4 mesi come stimolo a strisciare e a gattonare mettendolo a una breve distanza dal bambino posto per terra in posizione prona. Appena inizierà a strisciare e a gattonare vedrete come si divertirà ad inseguirlo! Dopo l’anno e mezzo vedrete come il bambino si relazionerà per far finta di dargli da mangiare, per “pettinarlo” per simulare il dottore…
Ovviamente la vostra presenza è determinante: i bambini piccoli non hanno ancora un buon autocontrollo ed involontariamente potrebbero far male all’animale che potrebbe reagire per reazione al dolore. Particolare attenzione va fatta per cani particolarmente paurosi o anziani, poco tolleranti nei confronti dei bambini!

Nel video https://www.bambinipiu.it/i-nostri-bambini-e-gli-animali/ la veterinaria Dagmar Mattes vi spieghera quali accorgimenti è bene seguire se si tiene un animale in casa, cosa va evitato per non correre rischi, come riconoscere i vari segnali del cane e  come comportarsi con i cani che si incontrano per strada e che non si conoscono..

Ho una bambini da 9 mesi e un cane. Lei cerca molto il contatto con lui, ma il cane ringhia quasi sempre. Le poche volte che il cane è tranquillo mia figlia va con l’intento di toccarlo e gli strappa i peli e il cane risponde ringhiando. Come devo fare per farli socializzare da premettere che mia figlia ora ha 9 mesi

Il fatto che il cane ringhi non è un buon segnale e richiede la massima attenzione da parte vostra. Probabilmente non è stato fatto un percorso di avvicinamento fin dai primi giorni dopo la nascita (facendogli annusare i pannoloni prima del rientro a casa dall’ospedale, facendo leccare al cane la bambina…) E’ importante educare entrambi, ma soprattutto il cane. Vista l’età della bambina è normale che non si controlli nel contatto con l’animale (non può ancora controllare il suo entusiasmo!) per cui dovete voi evitare che gli tiri il pelo mantenendo le distanze o facendo accarezzare l’animale tenendole la manina aperta ed evitando che gli faccia male. 
Se invece avete seguito tutte le procedure consigliate per l’avvicinamento della bambina al cane e quest’ultimo ringhi ancora, è davvero importante che vi facciate seguire da un’educatore cinofilo o da un veterinario esperto nella rieducazione. I percorsi rieducativi di animali aggressivi nei confronti dei bambini di casa richiedono tempo e competenza e non sempre purtroppo i risultati sono certi al 100% , così come non è sempre facile capire come mai certi animali abbiano queste reazioni. Di fatto, fin che non si riesce a cambiare la risposta del cane e fin che il bambino non è sufficientemente grande da capire che deve mantenere le distanze (generalmente oltre i 5-6 anni di età), e fondamentale tenerli divisi! 
In ogni caso vi consiglio di guardare con attenzione i due video disponibili in questo corso.

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