CONOSCI I DANNI DELLA SDRAIETTA?

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Quando un bambino nasce stabilisce i suoi contatti con il mondo attraverso i sensi: egli guarda, tocca, annusa, gusta, ascolta tutto ciò che lo circonda. Man mano che il sistema nervoso, grazie alla stimolazione sensoriale, viene attivato e potenziato, aumentano anche le possibilità di riuscire ad interagire attivamente con il mondo, determinandone delle modifiche e dei cambiamenti.

Sono proprio queste trasformazioni, da lui positivamente recepite, che lo invogliano ancor di più a scoprire, a conoscere e a recepire…

Nei primi mesi di vita la possibilità di interagire con ciò che gli sta vicino dipende totalmente dai genitori o dagli adulti che lo accudiscono, i quali nei primi mesi riescono a soddisfare bene le sue richieste di stimolazione (non ancora elevatissime).

Ma verso i 5 – 6 mesi di vita il suo desiderio di giocare, di toccare, di scoprire aumenta notevolmente e il bambino comincia a percepire il limite di dover costantemente dipendere dagli adulti, non sempre pronti a soddisfare appieno le sue curiosità e la voglia di conquista.

Egli vorrebbe cambiare gioco ogni minuto e mezzo circa: tempo necessario per osservarlo, toccarlo annusarlo, gustarlo, scuoterlo e lanciarlo.

Si annoia a vedere sempre gli stessi giochi e vorrebbe continuamente cambiare posto. Soltanto la possibilità di muoversi autonomamente potrà permettergli di soddisfare al meglio queste nuove esigenze, spaziando in un mondo con forme, colori, materiali, suoni estremamente vari, ben diversi dai “soliti” giochini in gomma o di stoffa offerti dai genitori.

Osservando i bambini al giorno d’oggi ci accorgiamo però che non c’è sempre una buona corrispondenza tre le “esigenze psichiche” appena descritte e le capacità motorie che dovrebbero soddisfarle.

La maggior parte dei bambini diventa autonoma,  tramite il “gattonare”, solo verso gli 8 – 10 mesi ed una parte inizia addirittura a  camminare verso i 12 – 14 mesi senza aver mai strisciato o gattonato. Tutto questo non è sicuramente in sintonia con la “LOGICA DELLA NATURA”, la quale prevede che ogni conquista avvenga per gradi ed in perfetta armonia tra i vari aspetti fisici e psichici del bambino.

Come mai allora nonostante i genitori cerchino sempre di offrire il meglio ai loro figli (comprando ogni cosa pubblicizzata per stimolare la loro potenzialità), assistiamo a notevoli ritardi e limitazioni nel loro sviluppo motorio? E che ripercussioni possono avere tali ritardi sulla sfera psichica e sull’atteggiamento mentale?

Bambini Più - quali sono i rischi della sdraietta

Nel nostro lavoro di osservazione e di interazione con mamme e bambini nei primi mesi di vita, ci siamo accorti che, ad esempio, semplici abitudini culturalmente consolidate, quali l’uso della sdraietta o il proporre precocemente al bambino la posizione seduta, innescano un totale rifiuto nel bambino di posizioni orizzontali, prone o supine, senz’altro più scomode (per chi ha conosciuto la comodità della sdraietta) ma indispensabili per poter stimolare gradualmente un buon sviluppo muscolare ed osteo-articolare. Tale sviluppo permetterà al bambino, quando ne sentirà l’esigenza, di muoversi con facilità nelle direzioni da lui scelte già verso i 4 – 6 mesi di vita.

Questa precoce autonomia consolida inoltre nel bambino l’idea che, nonostante qualche piccolo sforzo, è senz’altro preferibile e più produttivo cercare di raggiungere i propri obiettivi da solo che non attirando l’attenzione degli adulti, i quali nella maggior parte dei casi intervengono per porre dei limiti (“questo non si tocca, questo non si fa, qui non si può”!). creatività, intraprendenza e tenacia sono quindi dati che inevitabilmente si consolidano in questi bambini.

Dalla nostra trentennale esperienza abbiamo potuto osservare con soddisfazione come proponendo semplicemente alle mamme di non utilizzare con i loro bambini determinati attrezzi (sdraietta, marsupio, box, girello…)modificando leggermente il modo di tenerli in braccio, facendo assumere loro solo posizioni rispettose del loro sviluppo motorio, nutrendoli maggiormente di “coccole e carezze” (massaggi), tutti i bambini iniziano a spostarsi autonomamente strisciando e gattonando ENTRO i 5 – 6 MESI di vita.

L’aspetto che più ci fa piacere è il fatto che anche negli anni successivi dimostrano di continuare a essere bambini curiosi, intraprendenti, che non “mollano” facilmente, che accettano di far fatica pur di raggiungere qualche cosa che è per loro importante, (risultati scolastici, sportivi…), che sanno trovare strategie utili per cavarsela il più possibile da soli.

Se favorire lo sviluppo motorio contribuisce alla formazione di una personalità più equilibrata, soddisfatta di sé, in grado di fare delle scelte, va assolutamente recuperata la dimensione del movimento in quell’epoca che è definita d’oro nel percorso di ogni individuo: i primissimi anni di vita!

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti tratti dalla video lezione

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