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RESILIENZA


Quante volte noi adulti ne sentiamo parlare? La psicologia in primis mette in evidenza quanto sia fondamentale allenare questa capacità.

Ma prima di entrare nell’argomento è importante chiederci: se nel mondo dei grandi gioca un ruolo così importante, non si potrebbe allenare sin da bambini?
O meglio: come possiamo creare un contesto favorevole affinché i nostri bambini sviluppino la resilienza?

La resilienza è la capacità di far fronte, in maniera positiva, alle difficoltà della vita.

Il non arrendersi, il non farsi travolgere da un fallimento o un evento negativo.
E a prescindere da quale strada si scelga nella vita, la resilienza è uno strumento chiave per realizzare i propri sogni.

Come fare ad allenare la resilienza nei bambini?

1. Resilienza significa anche flessibilità, flessibilità che crea la capacità di adattamento a circostanze insolite. Le esperienze nuove e diversificate (negli adulti lo definiremmo l’uscire dalla comfort zone) permettono ai bambini di mantenersi aperti al confronto e alla scoperta. (Quante volte si privilegiano giochi costosi rispetto a esperienze che gli restano a vita?)


2. Accettare la frustrazione: quante volte vorremmo tantissimo evitare piccole frustrazioni ai nostri figli? Diciamocelo chiaro e tondo: quando li vediamo in difficoltà è più forte di noi volerli aiutare. Però non sempre il ‘vero aiuto’ è quello che soddisfa il bisogno immediato. Le frustrazioni, se prese in piccole dosi, permettono al bambino di trovare gli strumenti per farci fronte. Immaginiamo un bambino a cui abbiamo sempre sempre risparmiato ogni disagio, non appena crescerà, andrà a scuola, e incontrerà frustrazioni che non possiamo evitargli, come pensate che reagirà se non è mai stato abituato a tollerare la piccola frustrazione?


3. Incoraggia lo sforzo, non solo il risultato. Uno dei motivi per cui smettiamo di provare e per cui ci adagiamo, è la paura di fallire e del conseguente giudizio. Molto spesso i complimenti e i grandi apprezzamenti arrivano solo a risultato ottenuto. Nella nostra testa si crea quell’ansia da prestazione: se ottengo il risultato, valgo. Se non lo ottengo non valgo nulla come persona. È fondamentale che il bambino si senta incoraggiato in tutto il processo, che si senta valorizzato perché ‘è’ non perché ‘ottiene’. Ogni suo tentativo, ogni suo impegnarsi sono degni di apprezzamento. Perché alla fine non si tratta della meta, ma del percorso. E se l’importante è il percorso e non avessimo paura di fallire, quante nuove strade saremmo disposti a intraprendere?

Lasciamo quindi che i bambini sperimentino e non interveniamo subito di fronte alle difficoltà: lasciamogli lo spazio e il tempo per cercare delle soluzioni da soli.
Perché il messaggio che così gli lasciamo è che crediamo in loro e nelle loro capacità.

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